Esperienze

“E gioia sia”, via Whatsapp, un esempio di pastorale parrocchiale via web

Esperienze

2 dicembre 2016
“E gioia sia”, via Whatsapp, un esempio di pastorale parrocchiale via web

Pastorale via web? Non servono grandi mezzi: il cellulare che hai in tasca – a volte – è più che sufficiente.

Don Alberto Carbonari, coadiutore della parrocchia Santa Maria Bianca della Misericordia e collaboratore per la Pastorale Giovanile della parrocchia di San Luca, a Milano, in zona Lambrate-Città Studi, grazie a Whatsapp, in Avvento e in Quaresima spedisce ogni giorno preghiere, video-testimonianze, spunti artistici e riflessioni bibliche.

“E gioia sia”

don Alberto Carbonari

don Alberto Carbonari

La proposta si chiama “E gioia sia”, ed è ispirata allo slogan di “Nuovi Orizzonti”: «In ogni tempo forte di Avvento e Quaresima proponiamo un tema e delle occasioni di approfondimenti con attenzioni per ogni fascia di età. Il tema scelto in oratorio per questo tempo è la gioia dei Magi in cammino sostenuti dalla stella. “E gioia sia” nasce semplicemente dal desiderio di aiutare e sostenere il cammino quotidiano verso il Natale unito ad un uso intelligente dei canali di comunicazione. Visto che Whatsapp offre la possibilità di liste broadcast ho pensato di inviare ogni mattina uno spunto di riflessione che arrivi direttamente al cellulare di ciascuno».

I giovani sono contenti nel poter ricevere direttamente i messaggi sullo smartphone senza carta, dimenticanze e attese e possono leggere lo spunto mentre viaggiano verso la scuola o il lavoro

Una risposta arrivata a don AlbertoNon solo i giovani

«Questa proposta – prosegue don Alberto – coinvolge persone di tutte le fasce di età, dai ragazzi delle medie fino agli anziani tecnologici. In tutto siamo attualmente 256 persone ma la proposta è in continuo aumento con nuove richieste, in più, molti inoltrano i miei messaggi quotidiani a famigliari ed amici. I giovani sono contenti nel poter ricevere direttamente i messaggi sullo smartphone senza carta, dimenticanze e attese e possono leggere lo spunto mentre viaggiano verso la scuola o il lavoro». Tra i segreti il continuo cambiamento di registro: alle preghiere si alternano testimonianze, riflessioni, canzoni e opere d’arte.

La risposta è buona

«Ricevo molti feedback positivi sull’iniziativa, in particolare legati alla gioia di svegliarsi con uno spunto positivo per la giornata e alla possibilità di fare un cammino continuativo quotidiano per tutto il tempo dell’Avvento. Ogni giorno ricevo messaggi Whatsapp con riscontri, spunti e riflessioni in risposta alla mia provocazione. Ciò mi arricchisce davvero tanto».

Questi messaggi, poi, si armonizzano bene con gli appuntamenti in oratorio come i gruppi settimanali, la Messa domenicale, le occasioni di preghiera per il tempo di Avvento

Non solo Internet

La proposta non resta chiusa dentro gli schermi dei cellulari, ma a volte offre lo spunto per continuare il dialogo: «Ricevo la richiesta di incontri e colloqui personali che permettano di approfondire e parlare di sé. Questi messaggi, poi, si armonizzano bene con gli appuntamenti in oratorio come i gruppi settimanali, la Messa domenicale, le occasioni di preghiera per il tempo di Avvento (lodi, vespri e adorazioni)».

Dunque, lo spazio per Dio nel web c’è perché è già presente nell’animo di ogni persona.

Dio e i social

C’è spazio per Dio nei social? «Il rapporto c’è, ed è molto intenso. Forse però la qualità degli input che arrivano dai social sono superficiali. La sfida, per noi, sta nell’offrire spunti che facciano pensare e stimolare approfondimenti. Dunque, lo spazio per Dio nel web c’è perché è già presente nell’animo di ogni persona. Si tratta di capire come incontrarlo nei modi più coinvolgenti e puri, anche su questi nuovi canali che sono parte integrante della nostra esperienza quotidiana».



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