Pillole

Web e aspetti legali

19 gennaio 2017
Quali autorità ci difendono in rete?

Il web non è un far west: anche nel continente digitale ci sono autorità con il compito preciso di far rispettare la legge. Chi ci difende sul web?

Certamente una funzione primaria è svolta dalle forze dell’ordine, quali la polizia di stato e i carabinieri, che al loro interno hanno costituito delle sezioni specializzate per reprimere illeciti compiuti tramite internet.

In particolare, con la legge di riforma dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza del 1981 è stata istituita la Polizia Postale e delle Comunicazioni, quale “specialità” della Polizia di Stato che, a seguito di diversi interventi normativi, è stata organizzata specificamente per l’azione di prevenzione e di contrasto della criminalità informatica.

La Polizia Postale svolge, quindi, una importante attività in collaborazione e sinergia con altre autorità internazionali e polizie straniere e con il Sottogruppo High Tech Crime del G8.

Anche i carabinieri svolgono una importante attività investigativa per prevenire e reprimere i reati commessi nel web, mediante un apposito reparto tecnologie informatiche sezione telematica

I reati informatici scoperti dalle attività di investigazione portano, quindi, all’esercizio della azione penale da parte della autorità giudiziaria, la quale, oltre ai provvedimenti sanzionatori, può anche utilizzare strumenti idonei a impedire la continuazione dei reati informatici, potendo, ad esempio disporre il sequestro di un sito web o di una singola pagina telematica, anche imponendo al fornitore dei relativi servizi di attivarsi per rendere inaccessibile il sito o la specifica risorsa telematica incriminata.

Alcune attività che frequentemente trovano spazio sul web, poi, sono soggette ad un controllo da parte di altre autorità garanti, ma non per la loro collocazione sul web, quanto per la natura delle attività stesse: ad esempio, si pensi alla attività di vigilanza compiuta dal garante per la protezione dei dati personali, con riguardo a quelle condotte lesive del diritto alla riservatezza delle persone, così come si pensi alla attività svolta dalla autorità garante della concorrenza in materia di pubblicità ingannevoli.

Avv. Carlo Acquaviva

 


LIBRO DEL MESE

Verso la GMCS. Strumenti per l’uso pastorale del Messaggio

SEGUICI SU