Tutorial

3 aprile 2017
Creare e gestire un gruppo Facebook

La guida per parrocchie, ordini religiosi, missionari e associazioni…

Anche nella nostra vita “non digitale” facciamo parte, volenti o nolenti, di molti gruppi.

Possiamo considerarci parte del gruppo degli ex studenti della nostra scuola, e se siamo sacerdoti dei nostri compagni di ordinazione. Magari siamo iscritti a un’associazione storica, culturale o filantropica, ma potremmo essere iscritti “di fiducia” anche a gruppi di tifosi di una squadra di calcio o ai fan di un determinato cantante.

Facebook, il social network più utilizzato al mondo, ci aiuta a “ricostruire” questi gruppi anche nel “continente digitale”. E dove molti vedono solo un’altra opportunità di evasione, noi ci possiamo vedere un grande spazio per la pastorale, sia a livello locale (parrocchie, associazioni), sia a livello italiano o internazionale (famiglie religiose, congregazioni missionarie etc.).

Ma come funzionano i gruppi su Facebook?

I gruppi sono una delle “istituzioni” più antiche di Facebook, pensate proprio per la funzione primaria per cui Mark Zuckerberg aveva ideato questo social network: tenere insieme gruppi di studenti ed ex-studenti anche dopo il college.

Per entrare in un qualsiasi gruppo bisogna avere un profilo Facebook con nome e cognome (lo abbiamo visto l’altra volta). Le persone iscritte ad un gruppo Facebook possono pubblicare, dentro una bacheca condivisa, foto, link, video, video in diretta o semplice testo. Tutti gli altri componenti del gruppo lo vedranno sia entrando nel gruppo, sia nella loro bacheca nell’home page di Facebook o all’apertura dell’applicazione nel telefonino.

Riprendiamo l’account della volta scorsa, il nostro amico “don Mario Verdi” e clicchiamo su “gruppi”.

Proviamo quindi a creare il nostro primo gruppo Facebook.

Lo possiamo fare semplicemente premendo il pulsante verde “Crea Gruppo”.

Da qui in avanti la faccenda è piuttosto semplice.

Ci basta compilare tutti i campi per dare il via al nostro gruppo. Dovremo scegliere un nome e aggiungere i nomi di alcuni “amici”, persone che cioè hanno accettato o ci hanno dato la loro amicizia virtuale su Facebook. Per entrare in gruppo, infatti, a seconda dei casi, si può essere “aggiunti” oppure si può fare domanda d’accesso.

Per i gruppi più “giovani”, ovvero quelli creati da pochi giorni o settimane, scrivere il nome di un amico per aggiungerlo al gruppo si risolverà nell’invio di un invito, che l’amico dovrà confermare. Se invece il gruppo è ormai ben avviato, basterà il nostro clic. Sarà l’amico che poi potrà, una volta ricevuta la notifica, declinare il nostro invito semplicemente uscendo dal gruppo e magari chiedere espressamente a Facebook, approvando una “spunta”, di non essere aggiunto nuovamente allo stesso gruppo in futuro.

Per creare il gruppo dovremo scegliere poi il livello di privacy.

Un gruppo pubblico è visibile a tutti, tutti possono vederne i membri e i post ma soltanto chi ne fa parte può commentare o aggiungere contenuti.

Un gruppo chiuso è invece un gruppo di cui è pubblica solo l’esistenza e la lista dei componenti. Solo gli iscritti possono vederne i contenuti.

Un gruppo segreto, infine, è un gruppo visibile soltanto da chi ne fa parte.

Per un gruppo come quello degli educatori, forse, l’opzione migliore è il gruppo chiuso.

Se selezioniamo “Aggiungi ai collegamenti rapidi” sarà più facile trovare il gruppo nella nostra colonnina di sinistra di Facebook su computer fisso o da cellulare tra le prime voci di menu. Premiamo “crea” e il gruppo è pronto a tutti gli effetti.

Sarà possibile scegliere, poi, dal menù “Impostazioni” del gruppo, se:

  • Tutti gli iscritti potranno pubblicare contenuti.
  • Tutti gli iscritti potranno pubblicare contenuti (dopo però approvazione di un amministratore o di un moderatore).
  • Solo gli amministratori potranno pubblicare i contenuti (gli altri membri potranno solo commentarli).

Una piccola icona colorata ci aiuterà ad orientarci meglio nel dedalo di collegamenti Facebook… e una volta dato l’ok ci troveremo dentro il gruppo.

Per prima cosa, inseriamo dei “Tag” e una descrizione per spiegare l’intento, lo scopo, e magari anche le regole del gruppo creato.

Nel campo “Scrivi qualcosa”…

è possibile condividere contenuti, foto, sondaggi

… e creare degli eventi (sugli eventi torneremo però anche più avanti) …

Ci siamo dimenticati di aggiungere una foto per personalizzare ulteriormente il gruppo. Possiamo scegliere tra le foto eventualmente già presenti nel gruppo oppure caricarne una di nuova…

Una volta caricata…

… posizioniamo l’immagine e salviamo le modifiche.

Gestire un gruppo da soli – specie se il gruppo ha una certa dimensione – può non essere facile. Per questo, possiamo farci aiutare da qualcuno.

Clicchiamo su “membri”…

… e troveremo la lista degli iscritti al gruppo. Premendo la rotellina sul nome di un iscritto possiamo nominarlo come moderatore o come amministratore.

Attenzione però: un moderatore può soltanto cancellare e mutare persone che dentro il gruppo iniziassero a scrivere contenuti non appropriati. Un amministratore, invece, può nominare a sua volta altri amministratori e moderatori o rimuoverli dal loro incarico. Il lato positivo è che il fondatore del gruppo non può essere cancellato da un amministratore, dunque possiamo fidarci.

Abbiamo visto come si crea un gruppo: ora andiamo alla ricerca di altri gruppi ai quali iscriverci.

Se conosciamo il nome del gruppo, ci basterà digitarlo nella barra di ricerca e selezionarlo.

All’interno, ci verrà chiesto di iscriverci per partecipare alla discussione.

Clicchiamo sul tasto verde “Iscriviti al gruppo”.

Per farne parte dovremo però aspettare di essere “approvati”. Solo a quel punto potremo leggere, pubblicare e commentare. I contenuti dei nostri gruppi, come già ricordato, saranno visibili sia nella pagina principale di Facebook, dove si aggregheranno i contenuti dei nostri amici, delle pagine che piacciono e dei gruppi, sia dentro il gruppo.

Infine, c’è un modo interessante per scoprire sempre nuovi gruppi, con suggerimenti basati sulle nostre attuali preferenze, sugli amici e persino sul posto in cui viviamo.

Ci basta andare di nuovo su “gruppi”.

Per vedere i gruppi “suggeriti”, sia in rapporto alle nostre amicizie, sia “esplorabili” per macrotematiche o per i tag, come quelli che abbiamo messo all’inizio.

Arrivati a questo punto, è importante concludere con una piccola ma sostanziale avvertenza.
Purtroppo, molti dei gruppi che ci verranno suggeriti non saranno esattamente consoni agli argomenti che cercheremo. Anzi, probabilmente incontreremo contenuti apertamente offensivi o fuorvianti.

Se una pagina infatti ha degli amministratori, che possono venir sanzionati anche con la chiusura della pagina, nei gruppi ciascuno scrive “a nome suo”. Questo è un bene, se pensiamo a degli educatori parrocchiali che pensano a nuove attività per i loro ragazzi o i componenti di una congregazione di missionari sparsi in tutto il mondo che condividono foto e riflessioni. Ma questa libertà ha sicuramente dei risvolti negativi, e ce ne accorgiamo leggendo i giornali.

Con i social – e in particolare con i gruppi – si diffondono a macchia d’olio bufale, contenuti razzisti o violenti e articoli pseudo-scientifici che producono gravi danni sociali (pensiamo soltanto alle campagne contro la vaccinazione per i bambini). Purtroppo non mancano anche casi di bullismo e di cyber-bullismo che nei gruppi chiusi e segreti crescono a dismisura, fino a episodi di molestie nei confronti di minori, donne e persone svantaggiate.

Proprio per questo, ora più che mai, occorre essere presenti con la nostra testimonianza cristiana. Anche qui.


LIBRO DEL MESE

Verso la GMCS. Strumenti per l’uso pastorale del Messaggio

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