Tutorial

10 marzo 2017
Facebook: un profilo per sacerdoti e religiosi

Facebook da sacerdote o religioso… Sì, ma come?

Facebook è il social network più utilizzato al mondo. Sta raggiungendo la cifra record di 2 miliardi di utenti. Qui dentro ci sono persone, aziende, istituzioni, gruppi informali e formali.

Al di là del mero uso personale, che permette a persone di restare in contatto con amici di vecchia data o con chi si incontra tutti i giorni, Facebook può essere uno strumento prezioso anche per attività pastorali: si può creare una pagina per una parrocchia, si può creare un bel gruppo che contenga gli ex allievi di una scuola cattolica o i religiosi di un determinato ordine, ma anche, e soprattutto, si può portare una bella testimonianza vivendo Facebook da “dentro” come cristiani, al di là del clergyman e al di là del velo.

Per entrare su Facebook – forse molti di voi lo sono già – bisogna anzitutto avere un profilo.

Questo profilo deve rispondere a noi, con nome e cognome. Il profilo infatti è il modo “base” per stare su Facebook. È il profilo che “domanda le amicizie”, che crea i rapporti, che manda i messaggi, che preme “mi piace”. Approfondiremo pagine e gruppi più avanti.

Attenzione: capita di vedere in giro parrocchie, associazioni o realtà che usano un profilo, come se si trattasse di persone con nomi e cognomi ben precisi. State molto attenti: non è questo lo scopo per cui i profili sono stati creati. Facebook in questo periodo sta infatti chiudendo molti di questi account facendo perdere amicizie, contatti e contenuti. Clicca qui sotto per capire come porvi rimedio: https://it-it.facebook.com/help/175644189234902/.

 

Come si crea un profilo Facebook

Ma vediamo come si crea un profilo Facebook.

Il mio consiglio? Fatelo da un computer fisso: anche se ora Facebook si usa prevalentemente da cellulare, meglio fare questo importante primo passaggio con la comodità di un desktop o un portatile.

Il primo passo è visitare il sito di Facebook da www.facebook.com.

Qui inseriamo i nostri dati per registrarci al servizio.

Non è possibile – stando alle condizioni di utilizzo di Facebook – utilizzare nomi falsi. Purtroppo, però, da due anni a questa parte questo “giro di vite” da parte del social fondato da Mark Zuckerberg ha riguardato anche i titoli religiosi. Ci verrà negato l’inserimento di un “don” o di un “suor” prima del nostro nome; anche tanti profili di religiosi su Facebook da anni sono stati “ridotti allo stato laicale” dalla sera alla mattina.

Non è certamente una regola piacevole ma, come regola, va rispettata se si vuole stare dentro Facebook.

Al momento dell’iscrizione Facebook ci chiede di confermare la nostra identità. Se, come suggerito, avremo utilizzato la nostra mail senza inserire il telefono cellulare, potremo utilizzare la nostra casella mail per confermarla. Nel caso di mail con provider riconosciuti, come Gmail, Hotmail, Yahoo, Tiscali, Libero o altri ancora, ci potrà essere la possibilità di una procedura automatica.

Non appena faremo il nostro ingresso su Facebook, il sistema farà di tutto per farci trovare amici, per suggerirci pagine da seguire o gruppi in cui entrare, sia recuperando i contatti della nostra casella mail, sia – quando ci collegheremo da un cellulare – dai contatti della nostra rubrica telefonica. Un altro strumento che Facebook ci offre per questo scopo è il “Trova Amici”, che ci permette di rintracciare le persone in base al loro nome, alla loro città di provenienza o a quella attuale, alla scuola e all’università in cui hanno studiato.

Mettiamo le cose in chiaro. Facebook – apparentemente gratuito per l’utente finale – si sostiene grazie al suo valore pubblicitario: conoscere le amicizie e i gusti di una persona permette non solo di rivolgerle messaggi pubblicitari mirati, che gli investitori pagano profumatamente, ma anche di conoscere, nei grandi numeri, comportamenti e trend: macrodati che sono una miniera d’oro per il mondo economico. Meglio saperlo, per un uso consapevole di questo strumento che resta comunque un mezzo prezioso da sfruttare al meglio.

Già nella primissima pagina Facebook ci chiede di scegliere un’immagine come profilo. Possiamo caricarla dalla memoria del nostro computer oppure scattare una foto con la nostra webcam. Sebbene non ci sia una regola esatta, è consigliabile che la foto profilo contenga il nostro volto in modo ben visibile, in modo che chi conosciamo nella vita di tutti i giorni possa non avere alcun dubbio sulla nostra identità.

 

Domandare l’amicizia.

La struttura che sta alla base di Facebook è la cosiddetta “amicizia”, ovvero un rapporto tra due profili che, così legati, si possono mandare messaggi privati, possono lasciarsi nelle reciproche bacheche messaggi pubblici leggibili da chiunque, “taggarsi” nelle foto e molto altro ancora. I messaggi, gli aggiornamenti e le immagini di un amico vengono poi visualizzate nell’home page di Facebook una volta effettuato l’accesso.

Per domandare l’amicizia ci sono molti modi. Il più semplice è quello di cercare, nella barra in alto, il nome dell’amico ed entrare nella pagina del suo profilo.

Qui dentro vedremo chiaramente il suo nome, la sua foto profilo, la sua foto di copertina, alcune informazioni pubbliche da lui inserite e, se le impostazioni della privacy lo permettono, anche i suoi ultimi post: Facebook infatti ci consente di scegliere il livello di privacy di ciò che andiamo a pubblicare, se insomma renderli visibili solo ad alcuni amici o a tutto il web.

Stiamo attenti però: nessuno può escludere che anche l’amico più fidato copi e diffonda a sua volta quello che scriviamo o le immagini che pubblichiamo. Tutto quello che va a finire su Facebook, al di là dei livelli di privacy, è potenzialmente visibile da parte di chiunque. Non si contano personaggi pubblici, compresi religiosi, che si sono rovinati diffondendo messaggi compromettenti.

Per domandare l’amicizia ci basta cliccare sul bottone “Aggiungi agli amici”. Per diventare davvero “amico” di questo profilo è necessario aspettare la sua conferma. Anche noi, molto presto, saremo chiamati a confermare le tante richieste di amicizia che ci arriveranno.

Ciascuno può avere un massimo di 5000 amici. Quando il numero aumenta (come nel caso di molti personaggi pubblici) è possibile ottenere un livello di rapporto su Facebook simile attraverso la funzione “segui”.

In questo caso consigliamo di entrare nel profilo del “vip” in questione…

… e premere il pulsante “segui”. Riceveremo i suoi aggiornamenti nella nostra bacheca iniziale proprio come se fosse un amico.

Allo stesso modo un profilo può seguire un numero smisurato di “pagine”. Le pagine rappresentano tutto ciò che non è una persona fisica con nome e cognome, dunque istituzioni, media, aziende, cause e movimenti e anche personaggi famosi che scegliendo di usare una pagina – qualche anno fa avremo detto una “pagina fan” – possono raggiungere pubblici più ampi senza il meccanismo, a volte limitante, della richiesta reciproca di amicizia e possono sfruttare alcune funzionalità utilissime come la pianificazione dei post, la lettura delle statistiche e la promozione di alcuni contenuti a pagamento.

Per diventare “fan” di una pagina, e dunque per ritrovarci i suoi contenuti nella nostra home page, il metodo più semplice è quello di cercare il nome della pagina sulla barra in alto (in questo caso il quotidiano Avvenire), cliccarvi sopra…

… e cliccare su “Mi piace”.

Semplice, no?

Bene. Ora che abbiamo chiesto l’amicizia a qualche profilo, “seguito” qualche vip con oltre 5000 amici e cliccato “mi piace” ad alcune pagine, entrando in Facebook digitando l’indirizzo www.facebook.com (o semplicemente premendo l’icona “F” in alto a sinistra”) ci ritroveremo “in home” tanti post che riguardano le nostre reti.

Ma cosa sono i post?

I post, i veri e propri contenuti di Facebook, possono essere dei semplici testi, delle immagini, dei link ad altri siti, dei video o dei video in diretta. Alcuni post in bacheca, invece, sono delle inserzioni pubblicitarie: si riconoscono soltanto dalla scritta “Sponsorizzata”, ma per il resto sono uguali agli altri.

Un post è chiaramente riconoscibile per la presenza dell’iconcina con l’avatar e il nome del suo autore – profilo o pagina che sia – una data (in molti casi le ore trascorse dalla pubblicazione del post) e un’altra piccola icona che mostra (passiamoci sopra il mouse per leggere l’anteprima) se il post è pubblico o visibile solo ad una ristretta cerchia di persone.

Scendiamo in basso…

Per osservare le modalità di interazione:

Mi Piace”.
Un modo per aggiungere una reazione al post. Tenendo il cursore del mouse sopra la scritta “mi piace” o, nei cellulari, tenendo il dito premuto su di essa, usciranno le sei “emoticon” di Facebook, per descrivere attraverso un’emozione la nostra reazione al post. Oltre al classico “mi piace” c’è un cuoricino, la risata, la faccia sorpresa, la faccina triste e infine quella arrabbiata.

“Commenta”.
Cliccando su “commenta” verremo trasportati allo spazio per i commenti, dove potremo lasciare il nostro pensiero. Attenzione: anche se imposteremo livelli di privacy elevati, i commenti ai post pubblici sono pubblici, cioè visibili da chiunque.

“Condividi”.
Premendo “condividi” potremo rilanciare la notizia sia nel nostro profilo personale che sulle bacheche degli amici o di qualsiasi pagina saremo gestori.

 

Impostazioni: evitiamo di venire ricoperti dalle notifiche

Cliccando in alto a destra, sul triangolino che apre un menù, possiamo trovare le impostazioni generali del nostro account Facebook.

Dopo aver cliccato su impostazioni…

… ci troveremo di fronte alle impostazioni generali, che ci permetteranno di modificare il nome utente e la password, che è consigliato cambiare almeno una volta l’anno, se non addirittura ogni sei mesi.

Clicchiamo su “Notifiche”…

… Facebook infatti risulterà molto aggressivo nei primi tempi, e ci inonderà letteralmente la casella di posta con notifiche su tutto ciò che avviene. Avendo cura di modificare le impostazioni sulle notifiche, lasciando solo la spedizione di messaggi relativi alla sicurezza dell’account, ci permetterà di osservare con meno ansia la nostra casella di posta elettronica.

Inizialmente abbiamo sconsigliato di fornire il cellulare a Facebook. Nel caso l’avessimo inserito cerchiamo subito di escludere la possibilità che ci vengano inviati SMS di notifica. Potrebbero essere a pagamento.

Altra impostazione utile, nella speranza di non doverla mai usare, è quella del “blocco”, per eventualmente bloccare totalmente i contatti con persone che dovessero risultarci moleste.

 

Informazioni personali: quali?

Ora che abbiamo iniziato a costruire la nostra rete di amici e di pagine seguite, clicchiamo sul nostro nome (possiamo farlo sia in alto che nella barra di sinistra) ed entriamo nel nostro profilo personale.

Qui ci verrà chiesto di inserire una foto di copertina…

… che dopo aver salvato le modifiche potremo confermare.

Poi, sotto, a sinistra, potremo scegliere quali e quante informazioni fornire a Facebook, che, come abbiamo ricordato più volte, farà di tutto per sapere più di noi. A lui conviene, e a noi? Ciascuno risponda come meglio crede.

Ma come pubblicare post?

Cliccando sulla domanda “A cosa stai pensando?” potremo

Scegliere cosa inserire, se testi, foto o video, o se incollare un link. Se invece accediamo da cellulare, ci saranno anche altre possibilità, come video in diretta o alcune impostazioni grafiche divertenti.

 

Abituarsi al mobile

Anche se per creare un account l’opzione migliore è quella di farlo “alla vecchia maniera”, cioè da PC fisso, è innegabile come Facebook sia ormai un mezzo da vivere tramite cellulare. L’invito, dunque, è scaricare l’applicazione di Facebook per il sistema operativo del proprio cellulare (Android, Ios, Windows Phone) e accedere con la stessa mail e la stessa password.

Che possiate anche qui costruire reti e dare testimonianza del vostro essere cristiani!


LIBRO DEL MESE

Verso la GMCS. Strumenti per l’uso pastorale del Messaggio

SEGUICI SU