Webinar

Comunicazione e Misericordia

13 aprile 2016
Comunicazione politica e opinione pubblica – con Paolo Mancini

Paolo Mancini (Università di Perugia) al terzo incontro del percorso “Comunicazione e Misericordia”, tra incontro e polarizzazione

La Misericordia in politica? Un balsamo per curare l’estrema polarizzazione che dal fascismo in poi ha connotato il dibattito pubblico in Italia.

In occasione della terza diretta web del percorso “Comunicazione e Misericordia”, il prof. Paolo Mancini dell’Università di Perugia ha delineato, a partire dalle parole che Papa Francesco ha rivolto per la 50° Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali, il rapporto tra “Comunicazione politica e opinione pubblica”.

«La politica presuppone sempre degli interessi – ha notato molto pragmaticamente il prof. Mancini interpellato dal giornalista di TV2000 Fabio Bolzetta – e dentro la questione dei migranti vi sono sia gli interessi dei migranti che quelli dei governi che devono gestirne il flusso. Purtroppo, di fronte a questo flusso, molti governi europei hanno assunto una posizione di egoismo e di chiusura». La visita a Lesbo di Papa Francesco si contrappone a tali logiche: «Non farà piacere a tutti quei governi con una difesa quasi estrema degli interessi nazionali a fronte di interessi più generali. Il discorso di misericordia che fa il Papa non può non scontrarsi con quelle policy che si basano esclusivamente sugli interessi di parte: quella del Papa a Lesbo è dunque una visita politica, che vuole dire all’Europa che quello che si sta facendo non è sufficiente, o è addirittura sbagliato».

Nel suo messaggio per la 50° Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali il Papa invita la politica a ripulire il suo linguaggio da ciò che alimenta le fiamme della sfiducia e delle paure. Una sfida ardua al giorno d’oggi: «Soprattutto nel nostro Paese la politica tende ad esasperare i toni: non solo costruisce muri, ma fa sì che questi muri siano pieni di pezzi di vetro in modo che non si possa passare dall’altra parte». Mancini ha fatto nomi e cognomi: «Il principale oppositore del Papa in Italia è il leader della Lega Nord, che esasperando i toni non fa che allargare l’estrema polarizzazione del sistema politico italiano». La politica è sì contrapposizione di interessi, ma alla ricerca di una sintesi comune: «La misericordia può contribuire a far avvicinare le parti, facilitando il raggiungimento di un accordo attraverso un processo di negoziazione». Mancini ha ripercorso però la storia della politica italiana, una lunga cavalcata di contrapposizioni estreme: «Una buona dose di misericordia potrebbe aiutare a superare questa polarizzazione. Purtroppo nel nostro Paese la spinta alla ricerca dell’interesse generale e del bene comune è molto più debole che all’estero». E se il web, con il suo linguaggio diretto e semplificato, punta al “cuore” delle persone, l’abbondanza informativa presente in rete può offrire opportunità anche alla mente: «Oggi come non mai qualunque cittadino può verificare la veridicità di quello che gli viene detto».

C’è spazio per la dimensione del perdono in politica? Riferendosi alla mancata offerta di scuse del segretario di stato John Kerry, di recente in visita ad Hiroshima, per il bombardamento nucleare del 1945, Mancini ha osservato: «La politica è un confronto di interessi: al momento attuale è in ballo la campagna elettorale americana, per cui Kerry ed Obama non possono chiedere scusa per non essere attaccati dai repubblicani e da Trump che, non a caso, ha come parola d’ordine la costruzione di un muro con il Messico». Proprio per questo una figura come quella di Papa Francesco può contare su una maggiore libertà di intervento: «I viaggi del Papa a Lampedusa e a Lesbo sono anche politica. Quelli di Obama sono solo politica. Non possiamo chiedere troppo ad Obama rispetto a quelle che sono le condizioni all’interno delle quali si trova ad agire».

Il dialogo si è chiuso con una ricognizione sul presente – e sul futuro – dei cattolici in politica: «Le tante fratture che oggi ci sono nella società fanno sì che non ci siano più solo due interessi che si contrappongono. Un partito cattolico non è più possibile, ma è possibile un impegno dei cattolici in tutti quei gruppi che rappresentano culture e interessi settoriali. Da qui passa il futuro dei cattolici nella politica italiana».