Incontri
Si è svolta sabato 22 febbraio 2026, presso l’Auditorium della Chiesa San Benedetto di Lamezia Terme, la Giornata di Formazione Regionale degli Insegnanti di Religione Cattolica della Calabria, promossa dal Servizio Regionale della Conferenza Episcopale Calabra per l’Educazione, Scuola, Università e IRC sul tema “La Chiesa nel digitale”. Un appuntamento che ha riunito docenti di IRC di ogni ordine e grado, dirigenti scolastici, operatori pastorali e i formatori delle dodici diocesi calabresi per riflettere su una delle sfide più decisive del nostro tempo: l’impatto del digitale e dell’intelligenza artificiale sull’educazione e sulla formazione delle nuove generazioni.
Ad aprire i lavori è stato Don Emanuele Leuzzi, Direttore del Servizio Regionale, che ha introdotto il tema sottolineando la necessità di un discernimento serio e condiviso di fronte ai mutamenti culturali in atto.
La mattinata si è articolata in due relazioni. La prima, affidata a S.E. Mons. Serafino Parisi, Vescovo di Lamezia Terme e Delegato CEC per la Cultura e le Comunicazioni Sociali, ha affrontato il tema dell’azione pastorale della scuola nel tempo dei social. Il Vescovo ha richiamato l’immagine della “generazione di cristallo”, preziosa quanto fragile, una condizione che non può essere semplicemente registrata come dato sociologico ma va assunta come criterio determinante dell’azione educativa. La questione, ha sottolineato, non è soltanto tecnologica ma profondamente antropologica: i social non sono meri strumenti, bensì veri e propri ambienti culturali che plasmano linguaggio, mentalità, relazioni e percezione di sé. Particolarmente delicato il tema della costruzione dell’identità in una generazione che rischia di fondare il proprio senso di sé sul consenso digitale. Il richiamo finale è stato all’incarnazione, cuore del cristianesimo e antitesi della virtualizzazione, con l’urgenza di educare a relazioni empatiche e reali, non filtrate dallo schermo.
La seconda relazione ha visto come relatore Filippo Andreacchio, collaboratore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI e di WeCa, con un intervento dal titolo “L’IRC ai tempi del digitale e dell’IA”. Andreacchio ha approfondito il tema dell’intelligenza artificiale come possibile risorsa per rafforzare il messaggio educativo, evidenziando come l’Insegnamento della Religione Cattolica non cambi nel contenuto di ciò che annuncia, ma sia chiamato a ripensare i luoghi e le modalità di trasmissione in un contesto culturale segnato dagli ambienti digitali. Gli studenti di oggi, ha osservato, dimostrano grande familiarità con i media ma spesso faticano a leggere i simboli e a coglierne la profondità. L’intelligenza artificiale, pur capace di elaborare enormi quantità di dati, non genera sapienza: quest’ultima nasce dall’esperienza, dal discernimento, dalla capacità di collegare conoscenza e vita. Per questo l’insegnante di religione, lungi dall’essere superato, diventa ancora più necessario in un contesto attraversato da simulazioni e narrazioni artificiali. La relazione educativa resta insostituibile, perché implica riconoscimento, attesa e pazienza — dimensioni che nessun algoritmo può replicare.
L’incontro è proseguito con interventi e domande da parte dei partecipanti, segno di un interesse vivo e condiviso. La giornata si è conclusa con la Celebrazione della Santa Messa, presieduta dallo stesso Mons. Parisi, in un clima di autentica comunione ecclesiale.
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