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Leone XIV a Monaco: «Sgomberare la porta del cuore» dai like e dai reel per ritrovare il senso dell’essere insieme

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1 Aprile 2026
Leone XIV a Monaco: «Sgomberare la porta del cuore» dai like e dai reel per ritrovare il senso dell’essere insieme

Nel suo primo viaggio apostolico nel Principato di Monaco, Papa Leone XIV ha incontrato sabato 28 marzo i giovani e i catecumeni nell’area antistante la chiesa di Santa Devota, patrona del Principato. Un discorso che ha toccato in modo diretto il rapporto tra fede, mondo digitale e vita interiore, con un riferimento esplicito a san Carlo Acutis, da poco venerato anche in quella chiesa.
Il Papa ha accostato la figura della martire Devota a quella di Acutis, definendolo «altro giovane innamorato di Gesù, fedele all’amicizia con Cristo fino alla fine, pur in tempi e con modalità completamente diversi: nella carità, nell’apostolato sul web, di cui lo veneriamo patrono, e da ultimo nella malattia». Un accostamento tra martirio antico e santità digitale che il Pontefice ha proposto senza forzature, lasciando parlare i fatti.
Al centro del discorso, la tensione tra le opportunità offerte dalla modernità e le sue derive. Leone XIV ha riconosciuto che «l’epoca moderna e quella post-moderna ci hanno arricchiti di tante cose buone», dai progressi nella comunicazione a quelli nella salute, ma ha messo in guardia da «un bisogno quasi compulsivo di continui cambiamenti: nelle mode, nell’aspetto, nelle relazioni, nelle idee e perfino in dimensioni della persona costitutive per la sua stessa identità».
Il passaggio più incisivo ha riguardato il vuoto interiore e le sue false soluzioni. Il Papa ha invitato a non riempirlo «con cose materiali e passeggere, nemmeno con i consensi virtuali di migliaia di like, o con appartenenze condizionanti, artificiali, a volte persino violente». Da qui l’immagine concreta: «Da queste cose bisogna sgomberare la porta del cuore, perché l’aria sana e ossigenante della grazia possa tornare a rinfrescarne e vitalizzarne le stanze».
Il richiamo alla necessità di spazi di silenzio è stato altrettanto diretto: servono, ha detto Leone XIV, «per far tacere la frenesia del fare e del dire, dei messaggi, dei reel, delle chat, e per approfondire e gustare la bellezza dell’essere veramente e concretamente insieme». In questo contesto ha ripreso le parole di san Carlo Acutis, che parlava «dell’Eucaristia come dell'”autostrada per il Cielo” e dell’Adorazione Eucaristica come di un bagno di sole, capace di abbronzare l’anima».

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