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“La guerra in classe”. Numero speciale a cura di Editrice Morcelliana e la rivista essere a scuola

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7 Aprile 2022
“La guerra in classe”. Numero speciale a cura di Editrice Morcelliana e la rivista essere a scuola

Come parlare della guerra? Come sostenere la questione con bambini e ragazzi? Quali sono le indicazioni operative?

Il numero speciale della rivista Essere a Scuola, fondata e diretta da Pier Cesare Rivoltella è pubblicato in versione Open Access, per raggiungere il maggior numero di insegnanti, formatori ed educatori.
Come per i numeri speciali sulla pandemia, “La scuola a casa” di marzo 2020 e “La scuola a casa. Un anno dopo” di aprile 2021, questo fascicolo monografico sul tema “La guerra in classe” vuole fornire gli strumenti di riflessione dal punto di vista metodologico e le chiavi di accesso ai problemi della didattica che gli insegnanti possono trovarsi ad affrontare.
Intervengono con le proprie riflessioni specialisti di diversa formazione, dal pedagogista allo psicologo, dallo storico al filosofo, in uno sguardo multiprospettico su questo snodo importantissimo per chi si occupa di educazione.

Speciale “La guerra in classe”

L’emergenza non finisce. Nemmeno il tempo di lasciarci alle spalle (?) la pandemia ed ecco che una nuova crisi continua a tenerci in emergenza, anzi, probabilmente innalza il livello dell’emergenza – psicologica, umanitaria, esistenziale –.
La guerra, questa volta, ci ha raggiunti sul territorio europeo. Più difficile provare a tenerla fuori dalla nostra agenda rispetto ad altre guerre, nelle quali pure si muore, ma sono meno vicine, non solo geograficamente. E così, per il terzo anno, abbiamo deciso di dedicare uno “Speciale” della Rivista in open access per pensare anche a questa emergenza. Lo abbiamo fatto con lo stesso spirito che ci ha fatto pubblicare negli ultimi due anni i due “Speciali” sulla “Scuola a casa”: fornire idee e strumenti agli insegnanti per lavorare in classe su un’attualità che incombe, provoca, chiede risposte.
Aprendo il numero, in questo mio Editoriale, provo ad avviare la risposta a tre domande tra le altre, su cui poi torneranno in forme e con spunti diversi i contributi a seguire:
• Che rapporto esiste tra la guerra e i media? Quali caratteristiche ha il racconto che i media fanno della guerra?
• E va raccontata la guerra ai bambini?
• E se sì, cosa serve per raccontarla?

Dall’Editoriale di Pier Cesare Rivoltella

 

 

 


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