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WebCattolici. Coronavirus, le nuove tecnologie riscoprono la loro vocazione originaria al servizio

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10 Marzo 2020
WebCattolici. Coronavirus, le nuove tecnologie riscoprono la loro vocazione originaria al servizio

Sono giorni e settimane in cui la velocità della vita quotidiana appare a tratti rallentata dal cambiamento necessario, imposto dal senso di responsabilità e necessità, di abitudini e stili di vita. Le norme approvate per arginare il contagio da Coronavirus con la sospensione di eventi pubblici, funzioni religiose e l’adozione di pratiche consigliate per la prevenzione lasciano la sensazione, nel singolo e di fronte al prossimo, del segno di una inevitabile distanza. Invisibile ma presente. 

Lezioni, incontri, funzioni, riunioni, proiezioni, visite ma anche semplici e strette di mano. Un passo indietro. Ci fermiamo ad osservare il web che è il campo nel quale abbiamo scelto di impegnarci. 

Perché, nonostante le difficoltà del frangente che stiamo vivendo, è in questo scenario che dopo l’(ab)uso su temi tanto divisivi, le nuove tecnologie stanno dimostrando la loro vocazione originaria di servizio come strumento di unione, vicinanza e prossimità. 

La Rete è riuscita a creare ponti tra insegnanti e studenti permettendo, nonostante la chiusura delle scuole, di proseguire la didattica e, per genitori e figli, garantire il proseguimento di un cammino. Una vita che vuole e deve andare avanti. 

Internet resta, una volta riparati dalle piogge di fake news, un prezioso e immediato mezzo di informazione. Non solo. Uno strumento ancora più indispensabile di lavoro come ha dimostrato permettendo, per diverse figure professionali, la pratica dello ‘smart working’.

È il mezzo che ci ha consentito, domenica scorsa, di ascoltare e condividere l’Angelus di Papa Francesco che, per evitare assembramenti in piazza San Pietro, è stato trasmesso soltanto in televisione e sul web. È la Rete che ci sta consentendo di vivere ancor più in comunione con il Santo Padre la messa mattutina di Santa Marta per sua scelta accessibile (via streaming) e offerta in favore di chi è impegnato nella prova del Coronavirus e che, da domani, condivideremo anche sul profilo facebook di WeCa.

I social media stanno consentendo inoltre alle istituzioni di comunicare e ai suoi rappresentanti di continuare a lavorare. E anche di rassicurare. Ponte per tanti volti noti che hanno lanciato il loro appello con l’hashtag #iostoacasa.

Così come sono state le autostrade su cui sono viaggiati i messaggi alla Nazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

Tra le speranze e le preoccupazioni per questo tempo, l’augurio che la dura prova che stiamo vivendo ci possa lasciare, una volta superata, la voglia di sentirci ancora più uniti nel riscoprire la voglia di prossimità e di utilizzare il valore di internet e dei social media come strumenti validi per aiutarci a sentirci e vivere come comunità. 

 

10 marzo 2020                                                                                                                Fabio Bolzetta

Presidente Associazione WebCattolici Italiani (WeCa)

 

Come Associazione nazionale abbiamo fatto fronte alle difficoltà per le registrazioni a causa delle restrizione sugli spostamenti ma abbiamo scelto che i tutorial settimanali del mercoledì, per tutto il mese di marzo, saranno dedicati al particolare momento che stiamo vivendo, presentando esempi e buone pratiche di come le nuove tecnologie e i social network possano essere utilizzati nella pastorale in un tempo di isolamento per unire ancora di più. A partire da domani 11 marzo con don Paolo Padrini e il “Decalogo per la salute social(e) al tempo del Coronavirus”.

Da domani inoltre, sulla pagina Facebook di WeCa, verrà condivisa la diretta della Messa mattutina di Papa Francesco a Santa Marta offerta per quanti stanno affrontando il Coronavirus.   



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