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Cinque consigli per il sito web di un istituto religioso

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6 Marzo 2019
Cinque consigli per il sito web di un istituto religioso

In questi tutorial abbiamo parlato spesso di parrocchie, con consigli però validi per tutte le realtà cattoliche. Nelle scorse settimane, però, alcuni responsabili di istituti religiosi ci hanno chiesto dei consigli proprio per loro, potremmo dire “tagliati su misura”. Un istituto religioso, infatti, non è una parrocchia, non è un’associazione, non è nemmeno solo un ente che eroga dei servizi, ma qualcosa di più, spesso dalla storia lunga e gloriosa, spesso con legami in tutto il mondo, quasi sempre con un ruolo decisivo per la vita sociale, educativa, spirituale delle comunità con cui viene in contatto.

Nel mondo del web – un mondo, come abbiamo visto, in continua evoluzione – le sfide che deve affrontare sono diverse. Per questo, con queste nostre amiche e amici religiosi in mente, abbiamo pensato a “Cinque consigli per il sito web che rappresenti degnamente una loro realtà”.

Prima di tutto consideriamo i consigli che vi abbiamo già dato. Poi, pensiamo alla realtà dell’istituto: molti hanno una dimensione internazionale e operano in diversi paesi: per questo, sarà necessario un sito multilingua, ben stratificato e con sottositi riferiti alle singole case.

1 – Non dare nulla per scontato

Nel mondo cattolico utilizziamo spesso dei linguaggi e delle terminologie molto precise e specialistiche, che vanno bene all’interno ma possono dare confusione all’esterno: pensiamo a “capitolo”, o “carisma”. Meglio non rischiare confusioni e non diamo dunque nulla di scontato: dalle voci del menù fino ai titoli del nostro sito, cerchiamo di essere inclusivi e di utilizzare termini noti. Introduciamo le “nostre parole”, ma ricordiamoci di spiegare che cosa significano.

2 – Organizza il menù del tuo sito come una serie di risposte alle prime domande che ti vengono fatte

Il nostro sito, come abbiamo visto nei tutorial precedenti, sarà un insieme di parti “statiche” – le presentazioni, i dati, gli indirizzi, la storia, la “mission” – che non cambieranno spesso e di parti “dinamiche”, le ultime novità, le ultime foto, le notizie, gli appuntamenti, qualche articolo di blog, destinati a cambiare rapidamente.

Possiamo sfruttare queste parti “statiche” per raccontare il nostro istituto religioso in modo chiaro e aperto, in modo che tutti possano comprenderne i punti di forza e innamorarsene. Per farlo, pensiamo alle prime domande che un esterno vi farebbe per sapere ciò che fate e quali sono i tesori del vostro passato.

“Cosa facciamo”, “Dove siamo”, “Chi è la nostra fondatrice” possono essere dei buoni punti di partenza, ma ogni realtà, a seconda del suo bagaglio, può aggiungere altre voci.

3 – La storia è importante, ma la tua realtà è viva oggi

Ci è capitato di vedere siti di istituti religiosi molto attivi e molto presenti trasformati in musei dedicati alla vita del fondatore e al carisma dei suoi santi. Ricordiamoci però che il nostro istituto religioso è vivo oggi, è attivo oggi, è chiamato a portare il Vangelo nel mondo di oggi.

Fin dalla home page, privilegiamo sempre l’attualità, le ultime notizie, gli ultimi incontri e appuntamenti. Spieghiamo e raccontiamo ciò che sta avvenendo adesso.

Ricordiamoci le radici, ma accendiamo i riflettori sui frutti.

Questo significa:

  • Aggiorniamo il sito spesso, non lasciamolo fermo per lunghi periodi ma raccontiamo progetti e obiettivi;
  • Utilizziamo lo stile di oggi: usiamo immagini, apriamo dei blog, mostriamo un volto sorridente e aperto;
  • Colleghiamo il sito ai social network, con dei banner o, meglio ancora, dei plugin in grado di mostrare gli ultimi aggiornamenti di Twitter, Facebook e Instagram.

4 – Non stai raccontando la tua realtà. È la tua realtà che racconta sé stessa

Chi è il soggetto, l’autore del sito Internet di un Istituto religioso?

Perché il sito sia efficace, è importante che l’autorialità sia dell’Istituto religioso stesso, che racconta il suo carisma, la sua missione, la sua presenza qui ed oggi.

Mi spiego meglio. Il nostro istituto è carismatico e legato alla preghiera e alla vita contemplativa? Il sito stesso deve essere un invito alla preghiera. Il nostro istituto è impegnato nella carità? Il sito deve essere una vetrina delle attività caritatevoli e al tempo stesso un promotore di interventi e di sostegno. Il nostro istituto si adopera nel mondo della scuola e dell’educazione? Se c’è qualche novità nel campo della pedagogia non possiamo non farla presente: è nel nostro DNA.

5 – Fare un sito non è un obbligo o un adempimento, ma è continuazione della tua missione

Avere un sito internet è quanto di più importante ci sia oggi. Ma non dobbiamo considerarlo un obbligo o un adempimento. Se non abbiamo – al momento – le risorse, le energie, il tempo, forse è meglio rinviare ad un tempo più favorevole.

Eppure, ogni minuto del nostro tempo investito in comunicazione non è un minuto sottratto alla preghiera o all’impegno, ma è un minuto “di missione” e di evangelizzazione nei termini più alti.

Ovvio: con il tempo si possono acquisire conoscenze, capacità ma più che altro routine in grado di ottimizzare i processi e ridurne i tempi.

Può bastare una foto scattata e condivisa al momento giusto per lanciare un messaggio. Tutto si impara con il tempo, ciò che conta è capire quanto anche qui, nel web, abitino le stesse persone con le stesse domande di sempre. Dunque, cari istituti religiosi, la vostra voce, il vostro carisma, la vostra testimonianza del Vangelo siano richieste oggi come non mai. C’è qualcuno, insomma, che sta aspettando proprio voi.

Testi: Andrea Canton



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