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Perché non trovo il sito della mia parrocchia (o istituto, associazione etc…) su Google?

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26 Giugno 2019
Perché non trovo il sito della mia parrocchia (o istituto, associazione etc…) su Google?

Essere visibili nelle prime posizioni di Google è sicuramente uno dei sogni e delle ambizioni più importanti di chi capisce l’importanza del motore di ricerca per il suo business e per le sue attività in genere. Ed è per questo che è sempre più difficile occupare le migliori posizioni nella SERP (Search Engine Results Page), giusto per usare un gergo tecnico.

Esistono una serie di attività specifiche che vanno sotto il nome di SEO (Search Engine Optimization) che hanno come obiettivo quello di migliorare (o cercare di farlo) il posizionamento dei nostri siti web nel motore di ricerca. Attenzione però! La SEO non è una “scienza esatta” perché nessuno conosce veramente come funziona l’algoritmo di Google. Gli esperimenti, le analisi e lo studio del comportamento di Google ci permettono però di ipotizzare quelle strategie che possono essere vincenti.

Tutte le attività per migliorare la visibilità di una realtà su Google convergono in questi tre punti:

  • Ottimizzazione della struttura tecnica del sito web: un sito con un CMS aggiornato (es. WordPress o Joomla) è sicuramente gradito ai motori di ricerca. La scelta poi di alcuni plugin ad hoc (come Yoast per WordPress) possono sicuramente fare la differenza.
  • Ottimizzazione dei contenuti: “Content is King” diceva Bill Gates nel lontano 1996. Questa frase è ancora vera, ma bisogna rispettare anche alcuni piccoli accorgimenti in ottica della SEO: individuazione del target di riferimento, lunghezza opportuna, scelta accurata delle parole chiave e belle immagini (tanto per citarne alcuni).
  • Promozione dei Contenuti: sforziamoci ad elaborare dei contenuti pensati per essere condivisi! Essere citati con link da siti autorevoli è un modo inequivocabile per comunicare a Google che il tuo sito è di qualità!

Fatta questa doverosa piccola premessa, vediamo insieme 5 cose importanti (sarebbero in realtà molte di più) da tenere in considerazione per cercare di essere trovati su Google:

  • Identifichiamo 3 o 4 parole chiave importanti per la nostra attività. Facciamo in modo che siano più specifiche (e a coda lunga) possibili evitando parole troppo generiche come “fede” e “vangelo”. Fissate queste parole, “costruiamo” i nostri testi in base ad esse… meglio se creiamo una pagina (e quindi un testo ad hoc) per ognuna delle parole chiave individuate
  • Facciamo attenzione alla “struttura tecnica” del sito. Ci sono alcuni tag HTML come il <title> oppure i vari <h1>, <h2> e <h3>, insieme anche ai meta tags, come le meta description che sono fondamentali per un posizionamento fatto bene. E non dimentichiamo la composizione delle parole presenti nell’URL di ogni pagina! Google poi pretende che il sito sia ottimizzato anche per i dispositivi mobile e che anche le immagini che inseriamo rispettino alcuni requisiti. Se non siamo molto esperti e competenti in questo ambito forse è meglio affidare ad un professionista la realizzazione del sito web.
  • Chiediamo a siti autorevoli di condividere (linkare) alcune nostre pagine inserendo un collegamento diretto. È la base di quello che i guru della SEO chiamano Link Building (che serve per guadagnare anche la nostra di autorevolezza)
  • Analizziamo tutto! In modo da capire “come sta andando” il nostro sito web dal punto di vista del traffico, delle ricerche e del comportamento degli utenti. Google mette a disposizione due ottimi strumenti gratuiti: la Search Console e Google Analytics.
  • Non trascuriamo Google My Business. È la scheda con la mappa di Google che viene visualizzata per prima soprattutto nelle ricerche local da mobile. È un trampolino di lancio per il sito web e naturalmente per la nostra attività.

 

Testi: Danilo Di Leo



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