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Tutorial Stagione 6

Il Messaggio di Papa Francesco per la Giornata del Malato 2024

Tutorial Stagione 6

28 Febbraio 2024
Il Messaggio di Papa Francesco per la Giornata del Malato 2024

Tutorial in collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

di Elaine da Silva, Sezione Ricerca del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

 

PT

Sou Elaine da Silva, da Seção Pesquisa e Reflexão do  Dicastério para o Serviço do Desenvolvimento Humano Integral.

O Santo Padre começa a mensagem para o Dia Mundial do Doente citando o que Deus fala em Gênesis: “não é conveniente que o homem esteja só” (Gn 2,18), como um convite para nos deixar atrair por Deus e ver a realidade a partir da sua perspectiva, quando nos apresenta seu projeto para humanidade, desde a criação. “Fomos criados para estar juntos, não sozinhos.” A relação é dimensão essencial daquilo que somos, do nosso ser imagem da Trindade.

Uma análise realizada  em julho  do ano passado por uma importante revista médica descreve a solidão como um problema de saúde que requer a atenção de toda a sociedade. Afirma que a comunidade de saúde  pode ter um papel fundamental, principalmente por meio da conscientização e da ajuda para reduzir o estigma em torno da solidão; ao mesmo tempo cada profissional de saúde pode contribuir construindo uma relação significativa com o doente. O estabelecimento de um vínculo  mesmo que breve, pode fazer a diferença.

O Papa confirma que a atenção na relação com a pessoa doente faz parte da tradição da Igreja: “o primeiro cuidado de que necessitamos na doença é uma proximidade cheia de compaixão e termura.” O Santo Padre convida a colocar “os doentes, os frágeis, os pobres” no centro dos nossos cuidados pastorais. É um convite para ser acolhido em um momento pessoal de escuta do Espirito, e dirige-se a todos, cada um na condição em que estiver: profissionais de saúde, pessoas que estão atravessando uma doença, familiares, amigos, vizinhos, ONG, pastores, gestores ou mentores de políticas públicas. Não somente aqueles que têm atividades já organizadas, mas qualquer pessoa pode se sentir motivada a começar algo novo, a dar atenção a um vizinho, a deixar-se mover pelo Espírito para estar com outras pessoas.

Um convite para ser instrumentos de Deus a tantos que gritam por sua ajuda. De fato, mesmo na doença, podemos ser instrumentos de Deus.

IT

Sono Elaine da Silva, della Sezione Ricerca del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Il Santo Padre inizia il messaggio per la Giornata mondiale del malato citando ciò che Dio dice nella Genesi: “non è opportuno che l’uomo sia solo” (Gen 2,18), come invito a lasciarci attrarre da Dio e a vedere la realtà dalla sua prospettiva, quando ci presenta il suo piano per l’umanità fin dalla creazione. “Siamo stati creati per stare insieme, non da soli”. La relazione è una dimensione essenziale di ciò che siamo, del nostro essere immagine della Trinità.

Un’analisi condotta nel luglio scorso da una prestigiosa rivista scientifica di ambito medico descrive la solitudine come un problema di carattere sanitario che richiede l’attenzione della società nel suo complesso. La comunità sanitaria – si afferma – può svolgere un ruolo fondamentale sensibilizzando e aiutando a ridurre lo stigma che circonda la solitudine, mentre ciascun operatore può dare il suo contributo costruendo una relazione significativa con il paziente. Stabilire un legame può fare la differenza.

Il Papa conferma che l’attenzione alla relazione con il malato fa parte della tradizione della Chiesa: “la prima cura di cui abbiamo bisogno nella malattia è una vicinanza piena di compassione e di calore”. Il Santo Padre ci invita a mettere “i malati, i fragili, i poveri” al centro della nostra cura pastorale. Si tratta di un invito da accogliere in un momento personale di ascolto dello Spirito, ed è rivolto a tutti, in qualsiasi condizione si trovino: operatori sanitari, persone che attraversano una malattia, familiari, amici, vicini di casa, ONG, pastori, responsabili o consulenti delle politiche pubbliche. Non solo chi è titolare di attività già organizzate, ma chiunque può sentirsi motivato a iniziare qualcosa di nuovo, a prestare attenzione a un vicino, a lasciarsi muovere dallo Spirito per stare con altre persone.

Un invito ad essere strumenti di Dio per tanti che invocano il suo aiuto. Anche nella malattia, infatti, possiamo essere strumenti di Dio.

 

 

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