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Tutorial Stagione 6

Il metodo EAS (Episodio di Apprendimento Situato) nella pastorale

Tutorial Stagione 6

15 Novembre 2023
Il metodo EAS (Episodio di Apprendimento Situato) nella pastorale

Se pensiamo al metodo EAS, spesso lo sguardo è orientato al contesto della scuola: lo dimostrano i libri e i saggi sul metodo, che puntano l’attenzione sulle competenze e sulla ricognizione di incroci fecondi con le discipline. Nel volume presentato nel maggio 2023 nel corso dell’EAS Day, è proprio sugli innesti che si è discusso.

La questione che ci muove è semplice: alla luce dei documenti più importanti usciti in questi ultimi decenni, quali sono gli elementi di convergenza con il metodo EAS?

Quali sono i nodi che legano pastorale ed EAS?

Come potremmo “adottare” il metodo in ambito pastorale?

Analizzando i Direttori Generali per la Catechesi, fin dalle prime battute ritroviamo l’importanza dell’esperienza nella pastorale intesa come occasione per «favorire l’intelligibilità del messaggio cristiano», e l’importanza del gruppo inteso come possibilità di lavoro per «una ricerca comune». Due aspetti chiave del metodo EAS, pensando alla fase operatoria.

Un altro interessante esempio è dato dai quaderni della FOM, Federazione Oratori Milanesi, che nel sussidio del 2022, accanto ai materiali e alle attività, presenta un metodo per progettare gli interventi di pastorale, basato su tre verbi:

preparare-vivere-rileggere

Una logica a tre punte che è perfettamente in linea con i verbi dell’EAS: anticipare, produrre e riflettere.

Il metodo per la progettazione rimanda ad azioni precise: preparare (prima dell’esperienza), vivere (durante l’esperienza), rileggere (dopo l’esperienza) messe a disposizione all’educatore sull’App Attraverso (disponibile sia per IOS che per Android.).

Il metodo EAS, in sintesi, ci sembra dotato di due caratteristiche che incontrano il contesto della pastorale: una logica prescrittiva e una logica aperta.

Da un lato, dobbiamo ricordare che tre sono le fasi e tre sono le azioni. Si tratta di aspetti che aiutano gli educatori nella gestione della complessità.

Dall’altro lato, il metodo non ci chiede di creare lo stesso artefatto o di condurre la medesima esperienza in tutti i campi: qui l’educatore può scegliere quale stimolo proporre, quale video o lettura funziona meglio per il gruppo.

Un cartone animato, il trailer di un film, un booktrailer, la frase di un personaggio noto, un videogioco, una poesia, sono stimoli che possono incontrare la sensibilità dei ragazzi e dei bambini, favorendo l’incontro con il mondo che vivono quotidianamente e che richiede grande cura.

Testi: Alessandra Carenzio

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