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Premio Cardinale Giordano, menzione speciale a Fabio Bolzetta. Card. Battaglia: «Narratori di pace»

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29 Settembre 2026
Premio Cardinale Giordano, menzione speciale a Fabio Bolzetta. Card. Battaglia: «Narratori di pace»

La comunicazione della Chiesa che verrà (Tau) di Fabio Bolzetta, giornalista di Tv2000 e presidente di WeCa, ha ricevuto la menzione speciale alla XIV edizione del Premio Cardinale Michele Giordano. La cerimonia si è svolta lunedì 28 settembre nella Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio, a Capodimonte. I premi sono stati consegnati dal Cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli.

Il Cardinale ha descritto il libro di Bolzetta come «un lavoro nato da una ricerca triennale sul rapporto tra seminaristi e social media». Ha poi aggiunto un ricordo personale: «Ho memoria che uno di questi è avvenuto anche nel nostro Seminario di Capodimonte, orientando i seminaristi sulla pastorale digitale».

Nella seconda parte del discorso, il Card. Battaglia ha parlato del mondo della comunicazione. «Siete più esperti di me nel comprendere che siamo immersi in una comunicazione velocissima, nella quale spesso una notizia è data prima della sua verifica, che diamo un giudizio prima dell’ascolto», ha detto. «E così le parole, invece di avvicinare, possono diventare muri invalicabili; invece di creare ponti levatoi, scavano fossati».

«Per questo oggi abbiamo bisogno di una comunicazione che disarmi il linguaggio», ha proseguito l’arcivescovo. «Abbiamo bisogno di comunicare in modo che non si alimenti la paura, che non si possa cercare il consenso attraverso l’aggressività, che non si veda l’altro come un nemico o un concorrente. Una comunicazione capace di raccontare il dolore evitando di farne uno show, di presentarci il conflitto senza alimentarlo, di mostrarci la diversità senza deformarla in minaccia». Per il Cardinale, «ogni cultura della pace ha bisogno di parole che la preparino, la custodiscano e la rendano possibile».

Da qui il richiamo a chi fa informazione: «il lavoro di chi comunica porta con sé una responsabilità grande: raccontare ciò che accade senza perdere di vista chi c’è dentro ciò che accade. E allora il giornalista, lo scrittore, il comunicatore possono diventare, ciascuno nel proprio campo, narratori di pace». Il Cardinale ha aggiunto: «A volte possiamo essere tentati di rinunciare alla verità o alle domande scomode».

Il primo premio è andato a Il Grande Crimine (Morcelliana) di Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, dedicato al genocidio degli armeni. «Ricordare quel genocidio significa impedire che una vittima diventi soltanto una fotografia ingiallita o un filmato delle teche dell’Istituto Luce», ha detto il Cardinale.

Al secondo posto si è classificato La Chiesa si è rotta (Rubbettino) di Luca Diotallevi. «Vi confesso che il titolo, la prima volta, mi ha fatto sussultare», ha ammesso Battaglia. «Poi ho capito che dentro quelle parole non c’era un’accusa, ma una domanda sincera, di quelle che si fanno solo alle persone a cui si vuole bene».

Il terzo posto è andato a Leone XIV. Il Papa venuto per la pace (Piemme) di Domenico Agasso. Secondo l’arcivescovo, l’autore «abbia dato centralità allo stile del Santo Padre che mira a ricostruire relazioni, a riconoscere l’altro, a cercare ciò che unisce senza cancellare le differenze».

Le altre menzioni speciali sono state assegnate a Cristian Lanni per Genitrice di Dio, definita da Battaglia «un’opera che guarda a Maria, donna della relazione e dell’accoglienza del mistero», e a Massimo Raveri per Le albe del mondo (Laterza). Un premio speciale è andato ai documentari di Vatican Media Leo from Chicago e Leone a Roma. Secondo il Cardinale, questi documentari «ci aiutano a conoscere il “dietro le quinte” di papa Leone».

Ai premiati il Cardinale ha rivolto un ringraziamento comune: «scrivere è una forma di servizio. Servizio alla verità, alla memoria, alla Chiesa, servizio – soprattutto – alla pace».

I vincitori sono stati scelti da una commissione di giornalisti coordinata da Francesco Antonio Grana, segretario del Premio. Il riconoscimento ha il patrocinio dell’arcidiocesi di Napoli e dell’Ordine dei giornalisti della Campania.

 

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