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Il Papa ai giovani allo Stade de France: «L’affaticamento da schermo» e il silenzio «così raro e così necessario»

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27 Settembre 2026
Il Papa ai giovani allo Stade de France: «L’affaticamento da schermo» e il silenzio «così raro e così necessario»

Ansia, schermi, rumore mediatico, discernimento. Sono i temi della veglia di preghiera che Leone XIV ha presieduto venerdì sera, 25 settembre, allo Stade de France di Saint-Denis, alle porte di Parigi. Ha aperto con un ringraziamento: «Voi siete i santi di Francia!».

Il dialogo è partito da due domande. Chloé, 25 anni, studentessa di farmacologia, anima il gruppo La Cité Céleste nei quartieri popolari dell’Île-de-France. Ha chiesto come unire slancio missionario e fraternità con chi non crede. Il Papa ha risposto che «è impossibile testimoniare Cristo senza amare coloro ai quali vogliamo annunciarlo».

François Bigot è studente di agronomia e capo scout. Ha parlato del peso dell’incertezza: «L’ansia e l’incertezza spesso rendono fragile l’entusiasmo della nostra giovinezza». Poi ha chiesto: «come discernere dove il Signore ci aspetta per servire e offrire la nostra vita?».

Nella risposta il Papa ha collocato l’impegno dei giovani dentro il contesto digitale. «Oggi questa grande missione è più urgente che mai, perché ci invita a navigare con discernimento nel cuore delle attuali trasformazioni tecnologiche e digitali, senza sminuire la nostra umanità».

Ha nominato anche i disagi di questa generazione. «Sono stati d’animo molto diffusi, a causa della precarietà dei progetti sul futuro, della provvisorietà degli affetti e della fragilità delle relazioni. A questi sentimenti se ne aggiungono altri, che gravano sulla vostra generazione, come ad esempio l’affaticamento da schermo e l’ansia di fronte ai cambiamenti climatici o alla situazione economica e internazionale».

L’invito è stato all’ascolto reciproco: «Sì, bisogna prestare un orecchio attento a questi sentimenti. Invito tutti voi, cari giovani, a mantenere il cuore aperto di fronte alle sofferenze dei vostri compagni».

Sul metodo del discernimento il Papa ha indicato una via concreta. «Alla luce del Vangelo, la formazione spirituale passa attraverso la preghiera e il servizio, l’adorazione e l’azione, il silenzio – quel silenzio così raro e così necessario, lontano dal frastuono mediatico – e l’annuncio». E ancora: «Per vincere l’ansia e l’incertezza, abbiate il coraggio di dire una sola parola, semplice e bellissima: grazie».

Nella meditazione finale Leone XIV ha commentato la Prima lettera a Timoteo attorno a tre verbi: evita, tendi, combatti. Sul primo ha descritto uno stile di vita riconoscibile anche online. «Per gustare la vicinanza di Dio e la fraternità umana occorre dunque respingere quella bramosia che consuma le relazioni senza donare, che si riempie di cose senza nutrirci. Un tale stile di vita spinge ad avere tutto, ma a non essere nessuno; a ricevere una quantità di like, ma restando soli con sé stessi».

Come criterio per le scelte ha proposto una formula semplice: «il bene dà la vita, non la toglie mai; il bene si prende cura, non prende per sé».

Le parole ai giovani arrivano poche ore dopo il discorso all’Unesco. Lì il Papa aveva chiesto che le tecnologie restino al servizio della crescita dei più giovani, «salvaguardando la loro libertà di pensare e di discernere».

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