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Nell’era dell’intelligenza artificiale «diventa urgente distinguere l’arte umana da ciò che viene prodotto dalle macchine». Lo ha detto papa Leone XIV venerdì 2 ottobre, nella Sala del Concistoro, ad artisti e curatori riuniti per l’incontro “L’arte della possibilità: tessere insieme”, promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Il passaggio è stato rilanciato in inglese sull’account @Pontifex di X, dove ha raccolto 18 milioni di visualizzazioni.
Il Papa colloca la distinzione sul piano della natura delle opere, prima che su quello del risultato: «C’è una differenza ontologica, prima ancora che estetica, tra l’arte e ciò che una macchina può generare per calcolo statistico a partire da milioni di immagini altrui». Il riferimento è ai sistemi di intelligenza artificiale generativa, che producono immagini dopo essere stati addestrati su enormi archivi di opere già esistenti.
«Agli algoritmi manca la scintilla dell’umano», ha aggiunto Leone XIV, citando la sua prima enciclica, Magnifica humanitas, pubblicata a maggio e dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale: «La cultura e l’arte, quando sono autentiche, custodiscono questa scintilla» (n. 122).
Da qui la proposta rivolta al mondo della cultura: «Per tutto questo la Chiesa desidera rinnovare con gli artisti e con le istituzioni culturali un’alleanza: un’alleanza per custodire l’umano». Il Papa ha ripreso le parole pronunciate da Paolo VI nella Messa con gli artisti del 7 maggio 1964, «Noi abbiamo bisogno di voi», e le ha fatte proprie: «Anch’io oggi vi dico: la Chiesa ha bisogno di voi».
Il passaggio sull’intelligenza artificiale arriva dopo una riflessione sugli strumenti digitali di uso quotidiano. «Viviamo nell’epoca dei motori di ricerca, che in un secondo ci offrono migliaia di risposte. Ma essi, per quanto potenti, restituiscono ciò che già esiste, e tendono a darci ciò che già vogliamo». Il rischio indicato è l’omologazione: «Nell’età della tecnica e del consumo il grande pericolo non è più soltanto la censura, ma l’appiattimento; non solo il silenzio imposto, ma il rumore che rende impossibile ascoltare».
A questo Leone XIV contrappone il lavoro degli artisti: «L’arte è un altro genere di “motore di ricerca”. Non procede per indicizzazione, ma per interrogazione». E ancora: «La vostra arte, quando resiste all’appiattimento, quando rallenta lo sguardo, quando costringe a sostare davanti a ciò che non si lascia consumare, è una forma di rigenerazione culturale e spirituale».
Il Papa ha ringraziato i presenti per la collaborazione con la Santa Sede, in particolare per il Padiglione alla Biennale di Venezia. Ha ricordato quello allestito nella Casa di reclusione femminile della Giudecca, visitato da papa Francesco, e quello di quest’anno, con il motto ispirato a santa Ildegarda di Bingen: «The Ear is the Eye of the Soul».
In chiusura ha ribadito che la Chiesa «desidera camminare con voi, perché insieme possiamo custodire la magnifica umanità che ci è stata affidata». Il testo integrale del discorso è disponibile su vatican.va.
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