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Leone XIV alle Università pontificie: memoria, algoritmi e igiene dell’attenzione

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9 Ottobre 2026
Leone XIV alle Università pontificie: memoria, algoritmi e igiene dell’attenzione

L’intelligenza umana fa memoria in modo diverso da un algoritmo, e l’attenzione di chi studia va protetta. Sono i due passaggi sulle tecnologie digitali nell’omelia che papa Leone XIV ha pronunciato giovedì 8 ottobre nella Basilica di San Pietro, alla Messa per l’inizio dell’anno accademico delle Università pontificie.

Commentando la Lettera ai Galati, il Papa ha distinto il ricordare dal lavoro delle macchine: «L’intelligenza, quindi, deve fare memoria: non semplicemente accostando dati, come un algoritmo fa ormai più rapidamente di noi, ma ricordando le esperienze vissute, con le risonanze che solo l’animo umano può provare, ed entrando più intensamente in contatto con la loro bontà».

Poi il richiamo a Magnifica humanitas, la sua prima enciclica, firmata il 15 maggio 2026 e dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. A chi «fa i conti con la frammentazione del sapere e con l’impatto delle nuove tecnologie sulla mente umana» Leone XIV ha ricordato, con il numero 146 del documento, che «occorre promuovere una vera igiene dell’attenzione: ritmi che prevedano silenzio, studio approfondito, lettura, confronto ponderato; senza questi elementi la libertà interiore può risultare compromessa».

Nel tono acceso di Paolo il Papa legge «un appello all’intelligenza, alla memoria, al senso critico». E avverte: «In ogni epoca non mancano falsi maestri che volgono ai propri interessi il sentimento religioso di non pochi credenti». Per questo «la ragione, il porsi e porre domande, alla luce della Parola di Dio e della Tradizione della Chiesa sono parte essenziale del cammino di fede alla sequela di Gesù Cristo».

Agli universitari ha chiesto infine di tenere insieme libri e realtà: «Portate la vita nello studio e lo studio nella vita». E di non chiudersi: «Sono molti a non avere le stesse opportunità formative che noi abbiamo ricevuto. Apriamo la porta, non chiudiamoci». Ha ricordato che «nelle vostre aule siede il mondo»: «Non limitatevi a sedervi accanto: incontratevi, parlatevi, ascoltatevi».

 

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