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Tutorial Stagione 8

Il digitale e la democrazia vanno d’accordo? Cosa ci dice la Dottrina Sociale della Chiesa

Tutorial Stagione 8

18 Febbraio 2026
Il digitale e la democrazia vanno d’accordo? Cosa ci dice la Dottrina Sociale della Chiesa

 

Il digitale ha trasformato la società e la democrazia, offrendo opportunità ma anche rischi. La Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) invita a un discernimento attento, ponendo al centro la dignità della persona e il bene comune. Shoshana Zuboff, nel suo libro “Il capitalismo della sorveglianza”, evidenzia come il controllo digitale sulle informazioni personali minacci la libertà e la sovranità popolare. Questa forma di potere sfrutta l’esperienza quotidiana delle persone, trasformandola in dati utilizzabili per prevedere e modellare il comportamento umano. Già nel 2019, Zuboff segnalava che la raccolta di dati personali fosse diventata un’attività pervasiva e invisibile, una tendenza che oggi, con l’Intelligenza Artificiale, si è ulteriormente rafforzata.

Tre Opportunità del Digitale per la Democrazia

  1. Partecipazione ampliata: Le tecnologie digitali possono rendere la cittadinanza più attiva, permettendo ai cittadini di accedere alle informazioni e partecipare ai processi decisionali. Strumenti come petizioni online, consultazioni pubbliche e social media favoriscono un coinvolgimento più immediato e inclusivo.
  2. Condivisione della conoscenza: Il digitale democratizza l’accesso alle informazioni, evitando che il sapere resti concentrato nelle mani di pochi. Tuttavia, questa potenzialità richiede un’educazione critica, poiché l’eccesso di contenuti può favorire la disinformazione.
  3. Mobilitazione e solidarietà: Movimenti sociali e organizzazioni utilizzano il digitale per sensibilizzare e promuovere il bene comune. Le campagne online possono amplificare la voce dei più deboli e portare alla luce ingiustizie nascoste.

Tre Rischi del Digitale per la Democrazia

  1. Manipolazione e controllo: Zuboff avverte che il capitalismo della sorveglianza non si limita a raccogliere dati, ma li usa per prevedere e influenzare i comportamenti umani, riducendo la libertà individuale.
  2. Polarizzazione e disinformazione: Gli algoritmi favoriscono contenuti che rafforzano opinioni preesistenti, creando “camere dell’eco” che alimentano divisioni e indeboliscono il dibattito pubblico. La diffusione delle fake news mina la fiducia nelle istituzioni.
  3. Erosione della libertà personale: La personalizzazione estrema delle informazioni limita il pluralismo del pensiero, riducendo la capacità critica e lasciando spazio a un’omologazione delle idee sotto il controllo di poche aziende tecnologiche.

Tre attenzioni dalla Dottrina Sociale della Chiesa

  1. Dignità della persona umana: La tecnologia deve servire l’uomo e non viceversa. La sorveglianza digitale su larga scala compromette la libertà e la privacy, riducendo la persona a un oggetto di sfruttamento economico.
  2. Regolamentazione etica della tecnologia: È necessaria una governance trasparente che garantisca il controllo sull’uso degli algoritmi e tuteli la privacy. La mancanza di regolamentazione favorisce il consolidamento di monopoli tecnologici in grado di influenzare la politica e l’economia.
  3. Educazione alla consapevolezza digitale: La Chiesa sottolinea l’importanza di formare cittadini capaci di discernere criticamente le informazioni. L’educazione digitale non deve essere solo tecnica, ma anche etica, per evitare che la tecnologia diventi uno strumento di manipolazione.

Conclusione

Il digitale non è neutrale: può rafforzare o erodere la democrazia a seconda dell’uso che ne viene fatto. Come evidenziato da Zuboff, il capitalismo della sorveglianza rischia di trasformare i cittadini in semplici “oggetti” di previsione e controllo, minando la libertà e la partecipazione democratica. La Dottrina Sociale della Chiesa richiama all’urgenza di orientare lo sviluppo digitale al servizio della persona, promuovendo giustizia, verità e responsabilità condivisa. Governi e società civile devono collaborare per costruire un ecosistema digitale che rispetti la dignità umana, garantisca trasparenza e protegga la libertà di espressione. Solo così il digitale potrà essere uno strumento di democrazia e non una minaccia alla sua essenza.

Testi: Andrea Canton

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