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La Chiesa affronta con rinnovato slancio la rivoluzione tecnologica. Con una duplice iniziativa, Papa Leone XIV ha infatti unito in questi giorni l’azione istituzionale al richiamo pastorale in tema di Intelligenza Artificiale.
Il 16 maggio, tramite un Rescriptum ex Audientia, il Pontefice ha approvato l’istituzione della Commissione Interdicasteriale sull’Intelligenza Artificiale. L’organismo, coordinato nel suo primo anno dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, nasce considerando «lo sviluppo negli ultimi decenni del fenomeno dell’Intelligenza Artificiale e le più recenti accelerazioni nel suo generale utilizzo». Il suo scopo primario sarà quello di «facilitare la collaborazione e lo scambio tra i membri del gruppo delle informazioni riguardanti le attività e i progetti concernenti l’Intelligenza Artificiale, comprese le politiche del suo utilizzo all’interno della Santa Sede, promuovendo dialogo, comunione e partecipazione».
Un impegno strutturale che si sposa perfettamente col forte messaggio pastorale ribadito durante il Regina Caeli per la 60.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, intitolata proprio «Custodire voci e volti umani». Richiamando i pericoli legati a deepfake e cyberbullismo, Papa Leone XIV ha lanciato un chiaro appello per orientare il progresso: «In quest’epoca dell’intelligenza artificiale incoraggio tutti a impegnarsi nel promuovere forme di comunicazione sempre rispettose della verità dell’uomo, alla quale orientare ogni innovazione tecnologica». L’intelligenza artificiale, dunque, non va temuta o fermata ciecamente, ma governata con etica per restare una preziosa alleata dell’uomo, e mai un oracolo.
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