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Tutorial Stagione 8

Il rapporto CISF 2025: smartphone, IA e famiglia

Tutorial Stagione 8

20 Maggio 2026
Il rapporto CISF 2025: smartphone, IA e famiglia

 

 

Oggi entriamo nella pagine del Rapporto CISF 2025, promosso dal Centro Internazionale Studi Famiglia. Si tratta di una indagine annuale approfondita sulla situazione delle famiglie in Italia, che analizza i cambiamenti socio-culturali, economici e relazionali dei nuclei familiari italiani.

Pubblicato annualmente, il rapporto indaga e approfondisce temi come il benessere psicologico, i comportamenti delle famiglie davanti alle tecnologie digitali, le dinamiche di caregiving e la povertà educativa.

In questo tutorial ci addentriamo in particolare nel rapporto tra famiglia e tecnologia. Ecco, uno dei focus del rapporto CISF del 2025 è proprio questo: quali forme di contrattazione pedagogica rispetto all’uso del dispositivo emergono nelle famiglie italiane?

Secondo il rapporto, e in particolare nel capitolo curato da Stefano Pasta – docente dell’università Cattolica e membro di Cremit –  le regole sono presenti nel 27,8% dell’intero campione.

Nel caso, poi, dei nuclei con almeno un figlio minore, la presenza di una regolamentazione riguarda la metà delle famiglie (53,4%); il voto medio di efficacia delle regole è, su una scala da 1 a 10, del 6,4 per chi ha figli minori e del 6,8 per l’intero campione.

Quattro le tipologie di stile genitoriale rispetto alla “governance dello smartphone”, esito dell’incrocio tra percezione del conflitto e attivazione di regole in famiglia. Vediamole insieme.

La prima tipologia è quella dei Domatori (36,7%): si tratta di genitori che provano a tenere sotto controllo il consumo, in una situazione spesso segnata dalla tensione.

I Disarmati (24,4%), invece, sono i genitori che rilevano il conflitto, ma non intervengono mediante regole.

Seguono gli Accompagnatori (15,7%) per i quali non si registra la percezione di problematicità, pur in presenza di regole d’uso;

Infine, i Liberi battitori (23,2%) che non rilevano problemi e non ritengono di porre regole d’uso.

Nella ricerca è poi emersa una differenza di genere: i liberi battitori sono il 30,7% tra gli uomini e il 17,4% tra le donne, mentre i disarmati sono presenti in percentuale maggiore nelle donne. Si tratta, è bene dirlo, di un profilo – quello dei disarmati – che coincide spesso con situazioni di fatica già esistenti come sentirsi poco ascoltati e compresi.

La ricerca evidenzia la necessità di accompagnare le famiglie, anche nel digitale.

 

Nel Rapporto viene anche discusso l’AI Homing Index (AIHI) strumento analitico d’elezione introdotto già dal Rapporto CISF del 2024 e consolidato nell’edizione 2025 per monitorare e quantificare la penetrazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel perimetro della vita domestica italiana. In una “società datificata”, comprendere come l’IA varchi la soglia di casa è diventato strategico.

L’indice si fonda su cinque componenti:

  1. Assistenti vocali dedicati (Alexa, Google Home);
  2. Sistemi di assistenza integrati (Siri o Cortana su dispositivi personali);
  3. Gestione remota e Internet of Things (IoT) (controllo di elettrodomestici, riscaldamento o allarmi via app);
  4. Sistemi di IA generativa (ChatGPT o strumenti analoghi);
  5. Robotica domestica avanzata (assistenti per le pulizie come Roomba associati a IA).

L’obiettivo dell’indice è passare dal monitoraggio del singolo device alla comprensione di come l’IA venga “addomesticata”, diventando parte di una nuova quotidianità.

I dati dell’ultimo Rapporto disponibile restituiscono una fotografia di stabilità, suggerendo una fase di “normalizzazione cauta”. Emerge qui quello che viene definito il “Paradosso dell’Invarianza”: l’innovazione tecnologica globale accelera in modo esponenziale, mentre l’adozione domestica sembra aver raggiunto un punto stallo.

L’unico dato in netta controtendenza è il balzo dell’uso di ChatGPT (+15,3%), che oggi interessa quasi la metà del campione (46,1%) e il 58,4% delle famiglie con minori. Questo incremento segnala l’irruzione dell’IA generativa come “consulente cognitivo”. Distribuzione dell’Indice Nonostante il boom dell’IA generativa, la media complessiva dell’AIHI rimane stabile a 1,63. La distribuzione della popolazione si divide in tre fasce:

  • livello Basso (54,0%): La maggioranza, che utilizza pochissime o nessuna delle tecnologie monitorate.
  • livello Medio (33,9%): Utenti che integrano 2-3 strumenti.
  • livello Alto (12,1%): Una minoranza di early adopters altamente integrati.

E’ interessante notare come nel Report CISF emerga il ruolo della famiglia anche in questo ambito: la presenza di figli minori è il principale motore dell’indice.

La gestione dell’IA in famiglia, allora, dovrebbe diventare parte di una “contrattazione pedagogica” vera e propria.

 

Testi: Alessandra Carenzio

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