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Tutorial Stagione 4

Media Education e pastorale

Tutorial Stagione 4

30 Marzo 2022
Media Education e pastorale

 

Da qualche anno, molti autori si spendono per far uscire la media education dai confini (confortevoli, ma limitanti) della scuola, per aprire nuovi percorsi capaci di portare strumenti, idee, proposte media-educative in ambienti e contesti aperti. La pastorale, il no profit, le comunità, la peer education sono solo alcuni degli ambienti che non possono non considerare la media education come prospettiva di senso e da cui la media education stessa può imparare.

Come si declina la media education rispetto al lavoro pastorale? Partiamo da questo interrogativo.

La media education può assumere almeno tre posizioni pensando alla pastorale: la prima ritrova nella media education una cornice di metodo, la seconda qualifica la media education come oggetto della pastorale, la terza vede la media education come cornice culturale.

Pensando all’idea strumentale, la media education fornisce alcuni dispositivi di lavoro pastorale: l’analisi del testo mediale, del contesto, dei consumi mediali, senza dimenticare il media making (ovvero fare media insieme) come prospettiva di lavoro.

Pensando all’idea della media education come oggetto, emergono altre piste: il tema dell’uso consapevole e critico dei media, considerando come aspetto decisivo la possibilità per il consumatore di produrre contenuti; il tema del confronto su usi e rappresentazione dei media; la prevenzione di comportamenti a rischio legati ai media, in funzione del benessere della comunità e dei suoi membri.

Infine, pensando alla media education come cornice culturale, non possiamo non condividere una provocazione: collocare la pastorale in un “altro mondo” rispetto ai media significa perdere una grande occasione nei confronti dei ragazzi, dei bambini, delle famiglie, degli educatori e della comunità pastorale stessa: quella di essere presenti, orientare, supportare, risolvere dubbi, “rendere capaci” (nella logica dell’empowerment). I media non sono più accessori, ma “tessuto connettivo”, aspetto della relazione umana e della sua crescita.

Testi: Alessandra Carenzio


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