Tutorial
Tutorial Stagione 8
Tutti i santi ci conducono a Dio, perchè di Dio vivono, e ogni loro azione, respiro, scelta, ha Dio al centro.
Carlo Acutis aveva un desiderio: andare in cielo per abbracciare il suo Dio. E l’autostrada, così come lui la definisce, che lì poteva poteva condurlo era l’Eucaristia.
Pensando a Carlo Acutis, ed anche al suo rapporto con i nuovi media ed internet in particolare, non si può non partire da qui: dalla sua “vita eucaristica”.
«L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo!».
Questa frase non era un semplice slogan per Carlo, ma rifletteva una convinzione che in lui era profondissima. Proprio come un’autostrada è la via più rapida e sicura per raggiungere una destinazione, così Carlo vedeva nell’Eucaristia il mezzo migliore, l’unico alla fin fine, per arrivare a Dio.
La sua partecipazione alla Santa Messa era quotidiana e la recita del Santo Rosario un’abitudine costante. Inoltre nell’Adorazione eucaristica, Carlo viveva l’incontro con la presenza del Signore nella sua vita.
Come diceva lui stesso: «Davanti al sole ci si abbronza, ma davanti all’Eucaristia si diventa Santi!». Ogni volta che riceveva l’Ostia consacrata, recitava la giaculatoria: «Gesù accomodati pure! Fa come se fossi a casa tua!».
Non sono “frasi fatte”, infantili preghiere quelle che Carlo teneva nel cuore, ma un modo per portare dentro di sé, intimamente e profondamente, la presenza di quel Gesù che per lui era la vita.
Carlo viveva di Eucaristia, ed era consapevole “nel cuore”, non solo intellettualmente, che Gesù in essa è realmente presente: che è lì, con le braccia allargate, e che non vede l’ora di accogliermi.
Egli considerava l’eucarestia come Gesù “realmente presente nel mondo, come quando al tempo degli Apostoli i discepoli potevano vederlo in carne ed ossa camminare per le strade di Gerusalemme”. Questa convinzione profonda e concreta, lo portava a considerare i Tabernacoli delle chiese come “punti fissi” nella sua quotidianità, luoghi privilegiati per incontrare Gesù in ogni momento.
Questo incontro vero con Gesù era tanto grande da diventare per Carlo il motore della vita, riempiendo ogni sua azione che così diventava vera e propria opera missionaria quotidiana.
Internet e i nuovi media non era fuori da questa prospettiva: anzi, vi erano totalmente dentro.
La sua competenza nell’uso di internet ma soprattutto la sua fede, gli ha permesso di vivere questo luogo digitale, in qualche modo, come “estensione” del luogo eucaristico. Come luogo di incontro con gli altri per portarli a Gesù e portare a loro l’abbraccio del Signore.
Nel concreto, lo sappiamo, Carlo progettò e realizzò una mostra sui Miracoli eucaristici che ha avuto grande risonanza, venendo ospitata in tutto il mondo. Il sito web www.miracolieucaristici.org è una testimonianza concreta di questo suo impegno.
Ma quello che possiamo dire in generale, è che Carlo utilizzò le sue competenze informatiche per un fine spirituale: la diffusione della fede, in particolare quella eucaristica.
Ma Carlo soprattutto riempì l’ambiente digitale di ciò di cui non può essere assolutamente vuoto – pena il viverlo nell’aridità di una visione negativa: la presenza del Signore che vuole, nell’Amore, incontrare tutti. Nessuno escluso.
Testi: don Paolo Padrini
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