Tutorial
Tutorial Stagione 9
Francesco d’Assisi, del quale ricordiamo e celebriamo gli 800 anni dalla morte, non è un predicatore nel senso scolastico del termine. Non costruisce discorsi, non sviluppa trattati, non si appoggia a un sistema retorico. Il suo stile nasce dall’urgenza di dire e dal bisogno di vivere ciò che annuncia. Le Fonti Francescane lo mostrano come un uomo che non separa mai parola e vita: la sua predicazione è prima di tutto performativa. Parla come vive, vive come parla.
Tommaso da Celano lo descrive così:
«Non predicava con discorsi raffinati, ma con cuore semplice e ardente; e più che con le parole, muoveva con l’esempio.» (FF)
Il tratto più originale della sua comunicazione è la dimensione giullaresca. Francesco sceglie di essere “giullare di Dio”: non per teatralità, ma per rovesciare le logiche del potere. Il giullare, nel Medioevo, dice la verità senza difese, con libertà e con paradosso. Francesco utilizza il registro del racconto, dell’immagine concreta, del gesto simbolico. Parla nelle piazze, nei campi, lungo le strade. Non si pone sopra: si pone in mezzo.
Nel Testamento, egli afferma:
«Il Signore mi diede di dire e di fare con semplicità.» (FF)
Questa semplicità non è ingenuità, ma precisione evangelica. Francesco sa che la parola del predicatore vale solo se è sostenuta dalla vita. Nella Regola non bollata, indica ai frati:
«Predichino con le opere.» (FF)
Qui sta il cuore della sua comunicazione: la predicazione non è spiegazione, è testimonianza incarnata. Non si tratta di convincere, ma di contagiare. Non di argomentare, ma di accendere. Il predicatore, per Francesco, non è un tecnico della parola, ma un uomo trasformato.
Il suo stile ha tre caratteristiche decisive:
- Immediatezza: parla a tutti, senza mediazioni dotte.
- Paradosso: usa immagini che rovesciano le attese.
- Coinvolgimento: chi ascolta non resta spettatore.
Francesco non mira a informare, ma a convertire. Non costruisce discorsi sistematici, ma lancia parole che costringono a scegliere. La sua comunicazione è itinerante, improvvisa, spesso breve. Ma incide perché nasce da una vita coerente.
Per lui, il predicatore è uno che ha fatto esperienza del Vangelo e lo restituisce senza filtri, sine glossa. Non è un maestro che spiega dall’alto, ma un compagno di strada che parla dall’interno della vita. In questo senso, Francesco è insieme concionatore e giullare: annuncia con forza e con libertà, con serietà e con leggerezza, con radicalità e con umanità.
Testi: Padre Paolo Floretta
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