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Quando la Chiesa social “passa” sulla stampa

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18 settembre 2017
Quando la Chiesa social “passa” sulla stampa

Una ricerca per comprendere quanto e come, in uno scenario nel quale i social network sono diventati fonte di informazione sia per i cittadini che per i giornalisti, cambi il modo di produrre notizie, in particolare per quanto riguarda la narrazione che viene fatta della Chiesa Cattolica.

Nel numero di settembre di Desk, rivista trimestrale di cultura dell’informazione, in un articolo a firma di Rita Marchetti, Paolo Mancini e Susanna Pagiotti emergono i primi risultati dell’indagine condotta presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia in collaborazione con WeCa, l’ufficio nazionale per le comunicazioni sociali CEI, SEED edizioni informatiche e h24.it. La ricerca andrà avanti anche per i prossimi tre anni.

Dall’analisi di oltre diecimila articoli, si conferma la crescita del ruolo di Facebook nel panorama dell’informazione; non più come social network degli adolescenti ma ambiente frequentato da una pluralità di soggetti. Di fronte a tutto ciò la Chiesa inizia ad essere percepita anche attraverso la sua presenza social, anche se alcuni sono più “notiziabili” di altri, il Papa con il suo @pontifex in primis. Fa notizia la Chiesa che affronta temi sensibili, o che, “in uscita”, interviene nei dibattiti dell’attualità. Non sono però più solo i “vertici” ad intervenire: grazie alla rete sono molti di più i soggetti a cui i giornalisti guardano per portare il punto di vista della Chiesa, soprattutto se affrontano argomenti che fanno notizia anche per la loro controversia.


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