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Aula della Benedizione, venerdì 28 agosto. Leone XIV ha ricevuto i membri dell’Istituto Internazionale delle Scienze Amministrative, riuniti a Roma per la conferenza annuale. L’organismo, nato nel 1930 e di cui fa parte anche la Santa Sede, studia il funzionamento delle amministrazioni pubbliche. Il tema dei lavori di quest’anno riguardava l’equilibrio nell’utilizzo delle tecnologie digitali.
Il Papa ha ricordato la vocazione dell’Istituto citando Pio XII: essere «un incessante appello alla coscienza delle autorità politiche affinché adattino la vita sociale alle condizioni continuamente mutevoli dei tempi». Poi ha collegato il tema della conferenza alla sua enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza Artificiale.
Il passaggio centrale del discorso riguarda il controllo sulle macchine. «La velocità con la quale si sviluppano le innovazioni riguardanti l’Intelligenza Artificiale ci spinge a domandarci se in futuro sarà possibile controllare queste macchine, se l’uomo non corra il rischio di diventare vittima delle proprie invenzioni», ha detto Leone XIV. E ha indicato un dato di fatto già presente: «Uno dei gravi problemi odierni è constatare che le decisioni concernenti la vita umana sono affidate a delle macchine».
Da qui l’apprezzamento per il lavoro dell’Istituto, che secondo il Papa «mira a riaffermare il carattere insostituibile dell’intelligenza umana di fronte a questi strumenti tecnologici». Le ricerche in questo campo, ha aggiunto, «potranno aiutare le autorità a prendere decisioni in questo ambito per il bene dell’umanità».
Sul ritmo di adozione delle tecnologie Leone XIV ha ripreso un passaggio dell’enciclica Magnifica humanitas (n. 106): «Chiedere prudenza, verifiche rigorose, e talvolta anche un rallentamento nell’adozione dell’IA non significa essere contro il progresso, ma esercitare una cura responsabile verso la famiglia umana».
Netto il richiamo alla questione del potere economico. «È dunque importante definire un’etica che accompagni l’utilizzo di questi importanti strumenti, che purtroppo si concentrano nelle mani dei grandi attori economici e tecnologici, e che lo Stato fa fatica a controllare», ha affermato il Papa. La conseguenza è indicata in una frase sola: «Occorre fare in modo che il bene della famiglia umana non venga sacrificato per interessi privati».
L’invito conclusivo ai membri dell’Istituto è stato quello di lavorare, dentro l’amministrazione pubblica, «per l’umanizzazione delle tecnologie digitali, affinché siano al servizio della vita e della pace». Sullo stesso punto Leone XIV ha citato il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2024: «Abbiamo […] il dovere di allargare lo sguardo e di orientare la ricerca tecnico-scientifica al perseguimento della pace e del bene comune, al servizio dello sviluppo integrale dell’uomo e della comunità».
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