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Intelligenza artificiale e comunicazione ecclesiale: WeCa in campo a Crotone per formare chi comunica in diocesi

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19 Giugno 2026
Intelligenza artificiale e comunicazione ecclesiale: WeCa in campo a Crotone per formare chi comunica in diocesi

C’è una domanda che i comunicatori ecclesiali si trovano ad affrontare ogni giorno con crescente urgenza: come si sta nella rete in modo autenticamente cristiano, senza smarrire né la verità né la relazione? È una domanda che WeCa – WebCattolici italiani porta avanti da anni, e che il 16 e 17 giugno 2026 ha trovato un’occasione concreta di risposta nel Salone della Parrocchia San Paolo di Crotone.

Una formazione che nasce dall’ascolto del territorio

Su invito del Servizio Informatico della CEI (SICEI) e in collaborazione con l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della CEI, WeCa ha messo a disposizione due formatori – Filippo Andreacchio e Giampiero Neri – per accompagnare i responsabili della comunicazione dell’Arcidiocesi di Crotone Santa Severina in un percorso di due giorni dedicato alla comunicazione digitale e agli strumenti di intelligenza artificiale.

Il programma, costruito insieme alla diocesi e al SICEI, ha toccato temi che WeCa conosce bene: la logica delle piattaforme collaborative, il funzionamento dei social network e degli algoritmi, i principali strumenti di AI per testo e immagine, la gestione consapevole della presenza istituzionale in rete. Non una rassegna di funzionalità, ma un lavoro sul metodo: capire la logica degli strumenti prima di usarli, per farne un uso critico e intenzionale.

Formazione continua, non occasionale

WeCa è convinta da tempo che la formazione dei comunicatori ecclesiali non possa essere episodica. Il digitale cambia a velocità che nessun singolo corso può inseguire: quello che serve è costruire una competenza di base solida, un’abitudine al discernimento, e soprattutto una comunità di pratica tra chi ogni giorno lavora alla comunicazione nelle diocesi, nei vicariati, nelle parrocchie.

La due giorni di Crotone ha mostrato quanto questo bisogno sia reale. I partecipanti – dai responsabili degli uffici diocesani ai parroci più direttamente coinvolti nella comunicazione parrocchiale – hanno portato domande concrete, esperienze diverse, livelli di competenza molto variabili. E proprio in questa varietà sta la ricchezza: costruire un linguaggio comune è il primo passo per lavorare insieme.

L’AI, la Chiesa, la persona

Non si può parlare di comunicazione digitale ecclesiale nel 2026 senza parlare di intelligenza artificiale. La recente enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV offre una bussola preziosa: la tecnologia deve servire l’uomo, non sostituirlo; l’intelligenza artificiale può essere uno strumento potente, ma la responsabilità del comunicatore – la cura della relazione, l’attenzione alla verità, il discernimento – rimane insostituibilmente umana.

È con questo spirito che WeCa porta avanti il proprio impegno formativo: non per inseguire la novità tecnologica, ma per aiutare chi comunica il Vangelo a farlo con strumenti adeguati ai tempi, senza mai perdere di vista il perché.

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