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Leone XIV: «La nuova generazione non ha preclusioni nei confronti del Vangelo»

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28 Maggio 2026
Leone XIV: «La nuova generazione non ha preclusioni nei confronti del Vangelo»

Nel discorso ai partecipanti alla Sessione Plenaria del Dicastero per l’Evangelizzazione, tenuto in Sala del Concistoro il 28 maggio 2026, Leone XIV ha messo a fuoco un nodo che tocca da vicino chi lavora nella formazione e nella comunicazione ecclesiale: la trasmissione della fede nell’epoca dei media digitali.

Il Papa ha riconosciuto che l’evangelizzazione deve oggi misurarsi con «mutate condizioni e dinamiche nella trasmissione della fede di generazione in generazione». In alcune regioni del mondo, ha osservato, questa trasmissione «si è pressoché interrotta», generando nelle nuove generazioni una «povertà» spirituale, intesa come carenza di motivazioni e di strumenti.

Centrale, nel discorso, l’analisi del contesto culturale. Secondo Leone XIV «il clima culturale diffuso nelle società ipermediatiche e consumistiche riduce la capacità di apprendere con pazienza e di compiere con fatica un percorso di ricerca personale della verità, con perseveranza e senso critico». Da qui un effetto preciso: «Ogni messaggio rischia di essere percepito come un’opinione tra le tante».

È un punto che chiama in causa la media literacy e l’educazione al pensiero critico, oggi parte integrante della formazione di catechisti, educatori e operatori pastorali. Il Papa non propone di rincorrere i linguaggi mediatici abbassando i contenuti: «Non è certo annacquando i contenuti e ammorbidendo le esigenze che si può rendere attraente il cristianesimo».

Leone XIV ha insistito anche sulla domanda di spiritualità dei giovani, emersa con evidenza durante il Giubileo dei giovani. «La nuova generazione non ha preclusioni nei confronti del Vangelo», ha detto, ricordando il desiderio di molti di conoscerlo meglio quando lo riscoprono. Numerose, ha aggiunto, sono le esperienze attraverso cui comunità, associazioni e gruppi ecclesiali «incontrano i giovani, li ascoltano e dialogano con loro».

Il Papa ha richiamato l’attualità dell’Evangelii gaudium di Francesco, definita «un punto di riferimento decisivo», e ha indicato nella santità della vita la forma più convincente della bellezza della fede cristiana.

Sulla trasmissione della fede dentro le società mediatiche, ha concluso, resta decisiva la testimonianza diretta: «La trasmissione della fede, in tale contesto, passa necessariamente attraverso l’incontro con persone e comunità che esprimono la gioia della fede cristiana e la coerenza di uno stile di vita evangelico».

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