Tutorial
Tutorial Stagione 8
Don Michele Gianola:
In vista del Giubileo del 2025, la conferenza episcopale italiana ha dato avvio a questo progetto di raccogliere, censire i cammini che in Italia si riconoscono come cammini della fede cristiana. Hanno certamente una radice ecclesiale, un’occasione di annuncio evangelico e la possibilità appunto di camminare, di percorrere i nostri territori come pellegrini e non soltanto come turisti. L’esperienza del camminare è un’esperienza tipicamente umana, spinge a rallentare la corsa frenetica nella quale noi ci troviamo durante le nostre giornate, permette di entrare in contatto non soltanto con la natura e il tempo, i luoghi che ci circondano, ma anche con la propria interiorità, con le domande del cuore. A don Marco Fagotti, aiutante di studio dell’ufficio nazionale per il tempo libero turismo e sport, il compito di descrivere l’applicazione nel suo dettaglio.
Don Marco Fagotti:
Questo progetto nasce dall’incontro tra turismo, spiritualità e pastorale. E risponde a una domanda molto attuale: Come può la chiesa essere presente nel mondo sempre più diffuso dei cammini? L’idea prende forma già in preparazione al giubileo del 2025. Nella bolla di indizione, Papa Francesco, aveva scritto proprio che era importante che il giubileo fosse vissuto nella dinamica del pellegrinaggio. E aveva sottolineato come questo pellegrinaggio avesse ancora più valore quando fatto a piedi. Osservando la realtà della chiesa in Italia, abbiamo riconosciuto una grande ricchezza già esistente ma spesso molto frammentata. Da qui nasce l’obiettivo di creare una sorta di censimento dei cammini della fede. In Italia ci sono più di 100 cammini e itinerari riconosciuti come religiosi, quali di questi sono veramente cammini di fede? Questo è l’obiettivo primario del nostro progetto. L’altro obiettivo, che è collegato a questo, è rafforzare la presenza delle comunità locali tramite l’accoglienza, l’ospitalità e le relazioni. Per coordinare questo progetto, è stata introdotta la figura del referente diocesano dei cammini. Un referente nominato dal vescovo, in collegamento con l’ufficio nazionale e in relazione sul territorio con tutti quei soggetti che offrono servizi importanti per i pellegrini. Il lavoro del referente dei cammini è un lavoro che si sviluppa su due dimensioni, una più di back office, di inserimento di dati sull’applicazione, e l’altra di relazioni, creare relazioni, tessere connessioni sui territori e tra i soggetti che sono presenti nei cammini. La web app allora prende forma da questo lavoro. Il segno con cui la chiesa in Italia si prende cura di tutti coloro che per svariati motivi camminano sui cammini della fede. Uno strumento semplice e anche intuitivo, che aiuta il pellegrino a preparare il viaggio e lo aiuta anche a camminare il viaggio. Consultare le mappe, trovare servizi che noi chiamiamo punti di interesse ecclesiale. I contenuti sono organizzati secondo le tre dimensioni e necessità fondamentali del pellegrino e cioè pregare, mangiare e dormire. Nell’app trovi luoghi di culto, testi spirituali, podcast sulla vita dei santi in cammino, ma anche luoghi di ospitalità e di ristoro. Ad oggi il progetto conta 16 cammini, oltre 5300 chilometri, 288 tappe, più di 1170 punti di interesse e soprattutto 70 diocesi coinvolte nel progetto. In conclusione, Cammini della Fede non è solo un’app, ma una rete viva, un percorso condiviso. È un modo concreto per accompagnare i pellegrini dove l’incontro e l’ospitalità diventano un’esperienza autentica di fede.
Don Michele Gianola:
Nel prossimo appuntamento entreremo ancora di più nei dettagli dell’app per conoscerne le funzionalità, le potenzialità per imparare a iscriversi, a utilizzarla e così a progettare anche qualche cammino e qualche pellegrinaggio. Buon approfondimento, buon ascolto e buon cammino.
Testi: don Michele Gianola e don Marco Fagotti
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