Tutorial
Tutorial Stagione 8
Magnifica Humanitas, l’enciclica di papa Leone XIV pubblicata lo scorso 25 maggio, è un documento di grande spessore, che può essere studiato e approfondito da diversi punti di vista:
- come lettura sapienziale delle trasformazioni in atto, per il suo impianto biblico-teologico, che fin dall’inizio confronta le due diverse prospettive di costruire la torre di Babele o le mura di Gerusalemme;
- come compendio della Dottrina Sociale Cristiana, riletta e aggiornata nel confronto con i problemi contemporanei;
- come riflessione e analisi dei fenomeni legati all’ Intelligenza Artificiale e al suo impatto crescente sull’umanità.
Possiamo dire che la Magnifica Humanitas è l’emblema dell’umanesimo tecnologico cristiano, una bussola per orientarci in quest’epoca di trasformazioni radicali. Se la Rerum Novarum di Leone XIII ha segnato un secolo, confrontandosi con la trasformazione del lavoro prodotta dalla rivoluzione industriale e opponendosi al manifesto del Partito Comunista, la Magnifica Humanitas ci introduce con una guida sicura nel mondo segnato dalle tecnologie digitali e dalle piattaforme di Intelligenza Artificiale, opponendosi alla visione tecnocratica e alla concezione transumanista.
L’ I.A. è lo scenario di vita del mondo d’oggi, il contesto tecnologico in cui l’uomo vive. L’Enciclica ne coglie fino in fondo le criticità, partendo dal criterio della centralità della persona umana, che deve prevalere sul principio funzionale della massima prestazione. Magnifica Humanitas estende il concetto di “Ecologia integrale” della Laudato si’, aggiungendo alle dimensioni di ecologia umana, ambientale, economica e culturale, quello di ecologia digitale. L’Enciclica invita a superare l’inganno dell’apparenza antropomorfa dell’ IA, che simula atteggiamenti umani, e chiarisce parecchi concetti che sono diffusamente oggetto di luoghi comuni, come la pretesa neutralità dell’IA.
Alcune parole chiave, centrali nell’ Enciclica, possono offrire spunti di lettura più approfondita. Ne propongo tre, che mi sembra costituiscano il telaio portante della riflessione:
Governare l’IA, che è compito urgente, per l’oggi e non per il futuro, per anticipare gli sviluppi tecnologici e indirizzarli a favore della pienezza di vita umana e della realizzazione della Civiltà dell’amore. Governare non è solo “dare regole”, o reagire ai pericoli, ma custodire e promuovere l’umano. Il Papa usa l’immagine forte di “disarmare l’IA”, intesa come “rendere ospitale per l’uomo l’ambiente digitale”. L’Enciclica indica priorità e opportunità del governare le tecnologie, sottolineando che si tratta di una responsabilità a cui tutti sono chiamati.
Educare a vivere nel tempo dell’IA. Per governare l’IA occorre conoscere la tecnologia, ma anche avere una chiara visione antropologica. Non è sufficiente imparare a usare bene l’IA, né ci si può fermare ad invocare l’etica, occorre formare al discernimento, promuovere libertà e verità, tutelare il lavoro nelle trasformazioni in corso.
Spiritualità. Governare l’IA richiede un atteggiamento interiore, come sottolineava già Romano Guardini. L’Enciclica propone nelle conclusioni la strada di una spiritualità dell’incarnazione, una spiritualità eucaristica, per divenire “saggi architetti”, animati dalla speranza del Regno di Dio e impegnati a costruire il mondo nel bene.
Posso infine osservare che l’Enciclica ricalca molti dei pensieri e delle domande di Romano Guardini sulla tecnica, sul rapporto tra la persona umana e la potenza delle tecnologie, sulla necessità di conoscerle e governarle, con un atteggiamento interiore di dominio di sé e di controllo della tendenza umana a prevalere sugli altri uomini.
L’Enciclica merita pertanto una riflessione e uno studio non occasionali, perché traccia un progetto pastorale che darà una direzione nuova alla presenza della Chiesa nel mondo, che con saggezza e competenza potrà contribuire a “custodire” l’umanità della persona umana e del genere umano tutto intero anche in un’epoca dominata dalla tecnologia. Dopo l’estate affronteremo ciascuno di questi aspetti, e altri elementi ancora poco analizzati, in una serie di Tutorial dedicati.
Testi: Andrea Tomasi
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