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Leone XIV: «Le macchine sono strumenti, non persone»

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31 Ottobre 2026
Leone XIV: «Le macchine sono strumenti, non persone»

Il futuro dell’intelligenza artificiale «non è predeterminato» e «dipende dalle scelte che compiamo». Lo ha detto papa Leone XIV venerdì 30 ottobre ai partecipanti all’incontro promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita, proponendo cinque considerazioni che riprendono l’enciclica Magnifica humanitas.

La prima riguarda la domanda da cui partire: «La domanda decisiva, dunque, non è semplicemente: “che cosa riesce a fare l’intelligenza artificiale?”, bensì: “a che cosa dovrebbe servire?”». Per il Papa «un sistema affidabile che serva la persona umana è più prezioso di un sistema straordinariamente potente ma le cui conseguenze non possono essere adeguatamente previste o controllate».

La seconda tocca da vicino chi educa: «le macchine sono strumenti, non persone». «Le cosiddette intelligenze artificiali non vivono una esperienza, non possiedono un corpo, non attraversano la gioia e il dolore, non maturano nella relazione». Riconoscere loro diritti o personalità giuridica, ha avvertito, «rischia di oscurare la responsabilità umana».

La terza fissa un limite alla delega: «Le decisioni che riguardano la vita umana, la libertà e l’uso della forza devono rimanere sempre soggette a un controllo umano efficace, informato e responsabile». Da qui l’appello agli Stati che a novembre si incontreranno a Ginevra per arrivare al bando delle armi letali autonome.

La quarta lega la tecnologia alla giustizia: «La giustizia oggi passa anche attraverso l’accesso ai benefici dell’innovazione: cure, conoscenza, strumenti, opportunità».

Infine la sfida «forse quella più urgente»: «Conosciamo già molti dei principi etici che dovrebbero guidare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Ciò di cui attualmente abbiamo bisogno sono istituzioni capaci di mettere in pratica tali principi». Servono, ha spiegato, «standard condivisi, supervisione indipendente e meccanismi di responsabilità chiari».

 

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